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OPERAZIONE MINCEMEAT – L’ARMA DELL’INGANNO: grazie a un’azione fantasiosa, eppure di successo, l’esercito di Hitler subì uno smacco che si rivelò determinante

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‘Operazione Mincemeat’, cronologicamente l’ultimo film interpretato da Colin Firth, è uscito il 12 maggio nei cinema italiani e gli incassi, registrati il giorno appresso, sono stati pari a € 68.310, con 10.222 presenze; inoltre, il film è arrivato sul podio del Box Office[1]. Nel 1943, Hitler venne, letteralmente e paradossalmente, ingannato da due ufficiali dell’Intelligence britannica, grazie al cui piano l’esercito tedesco cambiò rotta, puntando a Grecia e Sardegna in luogo della Sicilia, dove venne nascosta l’invasione alleata. Il metodo usato? Un cadavere, un finto militare valoroso e dei documenti top secret fittizi, nonché un messaggio in codice capace di stravolgere il corso della storia. Il film è di genere, come intuibile, bellico e drammatico e dura poco più di due ore; l’aggiunta del titolo italiano è assolutamente inutile, come quasi sempre quando nel nostro paese vogliono modificare i nomi dei film, mentre il titolo originale significa ‘operazione carne macinata’ per via del protagonista, un cadavere appunto. La regia è dell’americano John Madden: ricordiamo il regista inglese, classe 1949, per aver diretto alcuni successi: l’uno nel 1998, ‘Shakespeare in love’, e l’altro nel 2012, Marigold hotel, con il sequel l’anno dopo. Tornando al film in oggetto, il piano ingegnoso fu ideato dall’ufficiale inglese Ewen Montagu, qui interpretato da Firth, ispirato dalle parole di Ian Fleming, suo collega, in servizio in segreto, sulle navi britanniche. Ebbene sì, è proprio una storia vera, cui la sceneggiatura ha aggiunto, qui e là, qualche spunto più romanzato per esigenze di copione e realizzazione cinematografica. Le tecniche di criptazione hanno caratterizzato le due guerre mondiali, specie la seconda, così come le risorse impiegate per la decodifica dei codici che l’ala nemica usava per comunicare: ricordo un altro film in proposito, il bellissimo ‘The imitation game’ (2014).

Il cadavere ambulante
Era il 30 aprile del 1943, quando dei pescatori videro un cadavere nelle acque di Cadice (Spagna): si trattava del maggiore William Martin dei Royal Marines britannici, come venne identificato grazie ai documenti trovatigli addosso, in una borsa legata allo stesso. La vicenda è stata resa ufficiale una volta conosciuta nei dettagli grazie a fotografie, diari, memoriali e documenti appartenuti ai servizi segreti. Martin doveva risultare, dalla visita del medico legale di Cadice, morto per annegamento, contando sul fatto che non si sarebbe trattato di un esperto in annegamenti. Gli incartamenti ritrovati sul corpo morto, contenenti la falsa comunicazione, quella ingannatoria, arrivarono nelle mani di Hitler e di chi per lui, venendo presi per veri: in pratica, appariva come se la Sicilia fosse uno specchietto per le allodole, essendo Grecia e Sardegna i veri obiettivi dell’esercito inglese, cioè l’esatto opposto della verità. La lettera con le notizie sull’imminente invasione della Grecia fu indirizzata al generale inglese Harold Alexander, a capo del corpo di spedizione alleato che sbarcò in Sicilia, dal personale di guerra navale. Il conte fu un protagonista della seconda guerra mondiale; fra le altre imprese, guidò l’evacuazione delle truppe alleate da Dunkerque e fu colui che, con Eisenhower, concluse l’armistizio con Badoglio, cosa che non gli impedì di proseguire l’attacco contro i tedeschi fino alla liberazione di Roma dai nazisti (1944). Tornando all’evento principale del film, furono gli spagnoli ad avvisare i servizi segreti tedeschi del cadavere e della sua borsa. Hitler spostò la 1° Divisione Panzer dalla Francia, da lì sarebbe andato in Sicilia, in Grecia.

F1) William Martin, il maggiore mai esistito, protagonista del film


Nella figura F1 la copertina dell’articolo con la tomba e l’immagine dell’eroe cadavere.
Fonte: https://www.sergiolepri.it/images/1943/0430_martintomba.png

Il cadavere amato
Chi era William Martin? Sembra fosse stato un vagabondo gallese, suicida: aveva ingerito del veleno per topi. Il suo corpo fu scelto e recuperato dall’obitorio di Londra, del resto nessuno era venuto a reclamarlo. Riassumendo nell’aprile del 1943, il morto prese parte a un’azione di guerra top secret e divenne un eroe per aver salvato, nella Sicilia occupata, migliaia di soldati anglo-americani. A Huelva, in Andalusia, c’è la tomba di William e vi si legge ‘Glyndwer Michael served as major William Martin[2]’. Nel film, l’ufficiale Ewen Montagu e Jean Leslie, la segretaria dei servizi segreti inglesi, ricreano la vita del povero William nei dettagli, con una ricostruzione immaginata, allineata al suo grado nell’esercito, della sua vita personale e più intima; la storia romantica fra il cadavere e una presunta donna che gli aveva, secondo fantasia, fatto battere il cuore si mischia, in Operazione Mincemeat, con un inizio di qualcosa di simile fra i viventi Ewen e Jean; ciò non sfocia in alcunché. Geloso del loro rapporto, sempre più fatto di condivisione e sintonia, è un altro ufficiale coinvolto nell’operazione, Charles Cholmondeley, il quale tenta di mettere distanza fra i due e di conquistare l’attenzione della donna. Nei panni di Charles e Jean, Matthew Macfadyen e la scozzese Kelly Macdonald.

F2) Colin Firth in Operazione Mincemeat e il vero Ewen Montagu


Nella figura F2 il grandissimo attore in un fotomontaggio con il suo personaggio nel film.
Fonte: https://www.asiaticafilmmediale.it/wp-content/uploads/2022/05/Operazione-carne-trita-Cast-e-guida-ai-personaggi-della-vita.jpg

Analisi e recensione
Operazione Mincemeat – l’inganno dell’arma non è violento, è interessante, è spiritoso a tratti, è tecnicamente e artisticamente di qualità, è da godersi sul grande schermo. Forse cala ogni tanto il ritmo e risulta fragile la storia romantica retrostante la trama principale. Tuttavia, nonostante il genere di appartenenza, bellico appunto, è per tutti, amanti o meno dei film di guerra, perché il tono è volutamente leggero fino a essere ironico e, al tempo stesso, il contenuto affascina. Ewen e Jean finiscono per affezionarsi all’eroe William. Anche il pubblico.

Cast
L’interprete Oscar de Il discorso del re, Colin Firth, è un protagonista perfetto di Operazione Mincemeat; Matthew Macfadyen e Kelly Macdonald non sono (quasi) da meno: lui fu il Darcy di Orgoglio e Pregiudizio (2005), lei ebbe una nomination ai Golden Globe per il suo ruolo nella serie Boardwalk Empire – L’impero del crimine. Quanto all’interprete di Winston Churchill nel film, Simon Russel Beale, ritengo, ancora una volta, che ‘non ci sono piccoli attori, bensì piccoli ruoli’; una curiosità: l’attore è figlio di un generale dell’esercito inglese, perciò ‘Signori (soldati) si nasce’. Bravissimo ed efficace Simon, specie quando a Winston viene comunicato il piano: ‘Soltanto un idiota non si aspetterebbe la Sicilia!’. Le qualità della regia e del cast tecnico sono indubbie.

F3) Locandina Operazione Mincemeat di John Madden

Nella figura 3 la locandina del film con Colin Firth, Matthew Macfadyen e Kelly Macdonald.
Fonte: https://pad.mymovies.it/filmclub/2019/12/177/locandinapg1.jpg

Conclusioni
Vale la pena vederlo? Sì. Ancora una volta, sembra che la realtà superi la fantasia. Hitler il temutissimo Führer, colui che gettò nel terrore il mondo intero per lungo tempo, fu tanto ingenuo; ingenuo da aprire la via alla resa dell’esercito tedesco. Voto al film: 8,5.

Trailer in v.o.: https://www.youtube.com/watch?v=YQ7ZXOXHZ20
Trailer in italiano: https://www.youtube.com/watch?v=18rC8KIETXI

  1. https://www.mymovies.it/film/2022/operation-mincemeat/

  2. Glyndwer Michael servì (la patria) come Maggiore William Martin”.

 

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Ha collaborato con la Comunicazione Corporate di un’azienda. Ha una formazione in Life coaching (per un periodo ICF) e una laurea in Giurisprudenza. Presiede la Associazione Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, ‘Dolores’, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ha scritto ‘Films on The Road’, un libro sul cinema girato in Italia, edito Geo4Map. Scrive di film e spettacoli teatrali con l’occhio dell’Attrice, il suo primo mestiere, e intervista persone e personaggi, soprattutto del mondo dello spettacolo. Email: Alessandra.Basile@outlook.com Sito web: www.alessandrabasileattrice.com

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