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Intervista a Sebastian Harrison, da Satomi a imprenditore (3° ed ultima parte)

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Milano. Intervista telefonica. 10 novembre 2020.

(L’intervista di Sebastian Harrison prosegue dallo scorso numero)

Il ‘Los Angeles Film Fashion and Art Fest’ e due cinema a confronto

Basile: Sebastian mi avevi accennato a un film festival in condivisione con un giornalista di Milano, in particolare sul cinema americano girato in Italia. Me ne vuoi parlare?

Sebastian Harrison: È un progetto fermo per il Covid. L’Italia è bella e c’è molta professionalità.

Basile: Sui paesaggi nulla da dire, fra l’altro il panorama italiano è variegato. Sulla professionalità mi sa che funziona meglio lì negli Stati Uniti, che dici?

Sebastian Harrison: Beh non c’è paragone fra il cinema italiano e quello americano, ossia una grossa produzione italiana lì corrisponde a una pubblicità: nel primo ci sono meno soldi che nel secondo, dove però trovo ci sia un pò di spreco. Poi se penso per esempio a ‘Fratelli d’Italia’, in realtà il budget c’era. Ricordo che ci avevano anche sistemati in hotel da 4 o 5 stelle.

Basile: Che personaggio interpretavi nel film?

Sebastian Harrison: Poldino! ( https://www.youtube.com/watch?v=eIkf6OZpZCo ). Neri Parenti ha girato alcuni film a Los Angeles, di fatti ci siamo rivisti e saltuariamente ci sentiamo, ma ormai è famoso (http://www.christiandesicaonline.com/cinema/natale-a-beverly-hills/ ).

Basile: Tornando (che forse è meglio! Rispetto a questi che chiamiamo cinepanettoni e proprio dei capolavori del cinema non sono) alle grosse produzioni, speriamo che vengano sempre più in Italia. Magari grazie al tuo film festival Sebastian o al libro su cui mi hanno coinvolta a livello autoriale (un libro sul cinema – nostrano, straniero o di coproduzioni – girato in Italia con set naturali come paesini, panorami, realtà del Bel Paese) saranno anche più invogliate, così sia tu che io avremo dato il nostro contributo. Lo dico anche per i ‘poveri’ attori italiani – magari me inclusa – che possano avere quelle occasioni che da noi, almeno oggi, vengono negate loro costantemente per logiche altre rispetto a capacità, dedizione e talento; se poi sanno interpretare in inglese avanti tutta cari italiani!

F1) Sebastian Harrison ieri in bianco e nero


Sebastian Harrison in uno splendido scatto in bianco e nero di molti anni fa.
Fonte:https://www.facebook.com/Sebastian.Harrison.Official.Fanpage/photos/a.111865204020582/11186485402061

Sebastian Harrison: Mi fai ricordare che, ai tempi in cui dovevo recitare in un film con Mickey Rourke su San Francesco, esisteva una legge (forse ancora?) secondo la quale il numero di stranieri per film (italiano) doveva essere al massimo due. Nel film c’erano Rourke e un altro attore famoso, perciò, nonostante la regista del film Liliana Cavani (https://it.wikipedia.org/wiki/Liliana_Cavani ) avesse tentato di tutto, per me non ci fu nulla da fare, perché sarei stato il terzo, dunque con me sarebbero andati contro le regole. Questo non faceva lavorare di più gli italiani, ma faceva arrivare in Italia meno produzioni americane. Tra lo scegliere dei loro attori per un loro film e accettare di inserire in quel cast, come da legge, un qualche attore italiano a loro sconosciuto e che magari non sapesse parlare la loro lingua, gli americani optavano per la prima azione, anche perché si trattava di un prodotto destinato al mercato americano, dove non si usava doppiare i film. Dico tutto questo non per me, ma proprio per il cinema italiano. Fra l’altro ci sono pochissimi attori italiani conosciuti all’estero: Sofia Loren e Gina Lollobrigida, che però nemmeno lavorano più tanto. E Franco Nero.

(ndr, Sebastian credo si riferisca alla legge: www.edizionieuropee.it/LAW/HTML/50/zn88_02_009.html)

Basile: Abbiamo un grosso attore che lavora anche molto all’estero. È Pierfrancesco Favino.

Sebastian Harrison: Lavora sì, ma non è conosciuto. C’è un attore cui vogliono dare una stella sul Walk of Fame a Hollywood. Io vorrei fosse Franco Nero, ma è un altro. È Giancarlo Giannini.

(ndr, Il magnifico attore italiano, noto in tutto il mondo, avrà questo incredibile riconoscimento durante la prossima edizione degli Oscar spostata per ora ad aprile 2021, nella speranza che il Covid-19, la situazione sanitaria e la crisi mondiale consentiranno di organizzare la celebre kermesse. www.lastampa.it/spettacoli/cinema/2020/06/29/news/una-stella-sulla-walk-of-fame-per-giancarlo-giannini-1.39023059 ).

Due progetti tutti italiani: la casa in Sicilia e la reunion con i Bee Hive

Basile: Caro Sebastian, parliamo dei tuoi progetti, di qualsivoglia natura, nel prossimo futuro.

Sebastian Harrison: Un progetto personale a cui tengo è il completamento dei lavori nella mia casa in Sicilia con l’acquisto poi di altri immobili in quella zona, perché lì per me c’è il mare più bello del mondo (www.direttasicilia.it/wp-content/uploads/2020/11/spiaggia-scala-dei-turchi.jpg). E ho anche un progetto con i mitici Bee Hive (https://www.youtube.com/watch?v=KM8zaolL8t0 ).

F2) Sebastian Harrison a Roma

F002 seb sul tevere

Sebastian Harrison sul Tevere, nella città della sua giovinezza.
Fonte: https://scontent.fmxp9-1.fna.fbcdn.net/v/t31.0-8/12002574_10153348362678682_3852593628260306542_o.jpg?_nc_cat=111&ccb=2&_nc_sid=e3f864&_nc_ohc=Ol-x6JyuhbMAX8HHCj_&_nc_ht=scontent.fmxp9-1.fna&oh=a662be4b241ae01f9fb702e47eb1c6fd&oe=5FF0E3A0

Basile: (ndr, con un entusiasmo incontenibile) Che bello, raccontami! L’ultima reunion è stata nel 2011. (www.youtube.com/watch?v=P9bhWaoNXac ; www.youtube.com/watch?v=ZwZxJxPRcoU ; http://www.beehivereunion.com/guestbook.htm).

(ndr, Mirko, Licia e qui soprattutto Satomi, ma anche gli altri componenti del gruppo rock Bee Hive – nato apposta per il telefilm ma poi divenuto talmente famoso da arrivare a superare in classifica persino band come gli Spandau Ballet o addirittura gli indimenticabili Duran Duran, incredibile! – hanno fatto sognare e hanno travolto, con le loro vite sullo schermo ispirate al cartone animato giapponese che ho già menzionato, milioni di ragazzine e anche ragazzini. Oggi, quel pubblico ha un’età compresa, soprattutto, fra i 40 e i 50, ma, ho appurato, anche fra i 30 e i 60, e, se, alla fine degli anni 80, c’erano fan alla vecchia maniera, scatenati, quasi pericolosi perché letteralmente strappavano i vestiti di dosso alle star a tiro, adoranti e pronti a tutto per i loro idoli, nel secolo ventunesimo ci sono degli adulti nostalgici e entusiasti, con il cuore sinceramente incrinato dalla commozione per sé e per il tempo passato al solo far mente locale di quando in tv andava in onda il loro programma preferito: ‘Love me Licia’. Ai tempi della prima puntata, io avevo fatto 12 anni da poco, era il 6 ottobre 1986. Da quella sera, su Italia 1, anche Sebastian Harrison è entrato nelle case di milioni di italiani con la parrucca stile Luigi XIV, un visetto da angelo e un fisico statuario. Il boom Bee Hive portò allora alla vendita di 400.000 album e alla conquista di un disco di platino. Ma la cosa più bella, specie a distanza di tempo, che pure per loro è passato, è l’amicizia reale fra i componenti del gruppo, che, anche in nome di questo sentimento, sono pronti a riunirsi a Milano.)

Sebastian Harrison: Nel 2011, abbiamo fatto una reunion. Colgo l’occasione per dire, però, che ciascuno di noi ha seguito una propria strada professionale nella vita tale da non dipendere dagli alti e bassi del cinema o della musica, diversamente da quei troppi ex-famosi che spesso sono (stati) costretti ad accettare proposte ridicole per campare. Siamo stati felici di riunirci, ma, nella prossima reunion, vorrei coinvolgere degli attori amici, come Romina Power, che conosco e che credo lo farebbe se fosse per esempio per una causa di beneficienza perché è generosa, o la stessa Cristina D’Avena, oppure il già più volte menzionato Franco Nero o anche altri amici del settore. E vorrei che si utilizzasse una grande struttura all’aperto e che, se anche si trattasse di una sola serata, fosse tutto organizzato bene. Noi ci siamo già ritrovati a Milano nel 2011, eravamo in piazza Liberty, ma solo per un paio di brani cantati per il Film Festival di Milano, mentre a Verona abbiamo avuto un pubblico folto, a dispetto del brutto tempo proprio la sera in cui ci esibivamo, e a Napoli, dove un tempo due erano i ‘nomi’, Maradona e Mirko, te lo assicuro, e mi aspettavo molta presenza, invece, non c’è stata molta folla; come dici tu, se l’evento non è comunicato bene, la gente non sa le cose.

Basile: Quindi quando vorreste fare questa reunion che già mi fa un pò sognare?

Sebastian Harrison: Dobbiamo aspettare causa Covid, ma poi ci piacerebbe molto rendere un omaggio agli italiani e, visto che uno dei nostri brani si chiama ‘Tornerà l’allegria’, chiamare il concerto proprio così (ieri: www.facebook.com/1853169891468475/videos/174507250655058 oggi: www.youtube.com/watch?v=3il_rre0V7M ), di buon auspicio.

(ndr, Satomi/Sebastian sarà alla tastiera, Mirko/Pasquale Finicelli al microfono, Matt/Manuel De Peppe alla batteria, Steve/Marco Bellavia alla chitarra. Ricordo Tony/Giovanni Colombo, Paul/Luciano De Marini. Tutti pronti per La Reunion. E noi pubblico in piazza con loro a festeggiare la fine del Covid-19: ecco cosa auguro a loro e a chi, come me, ha cantato alla nausea le loro canzoni.)

F3) Sebastian con Franco Nero

F003 sebastian e franco nero

Un affettuoso abbraccio di anni di amicizia fra Sebastian e Franco Nero.
Fonte: https://scontent.fmxp9-1.fna.fbcdn.net/v/t1.0-9/84018972_10161509989758682_6808839975363149824_n.jpg?_nc_cat=100&ccb=2&_nc_sid=730e14&_nc_ohc=4Gp0OGAQSHwAX_-K3Ra&_nc_ht=scontent.fmxp9-1.fna&oh=5caff5407478e9f38cf2106a83079433&oe=5FF516C1

Un nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America ai tempi del corona virus

Basile: Qual è il sentore dalle tue parte sul Coronavirus? C’è chi ha notato che forse non è una coincidenza che si sia parlato di vaccino anti-Covid-19 proprio all’indomani della vittoria di Biden.

Sebastian Harrison: Anzitutto, portare o meno la mascherina era diventata una questione politica: si riconoscevano i sostenitori di Biden in chi la indossava e di Trump in quelli che non la portavano. Era brutto respirare questa tensione. Però devo dire che qui a Malibù, dove vivo io, anche se è un quartiere di Los Angeles, non c’è la pesantezza del Covid, perché le distanze ci sono, infatti non siamo accalcati uno sull’altro, e le persone sono tutte piuttosto rispettose, anche se qui c’è una certa libertà. E poi, guarda, io non amo i locali affollati, le discoteche, i luoghi di massa; la mia giornata perfetta consiste nell’andare al mare e nel fare hiking, perciò non ho mai granché di gente intorno.

Basile: Del neo presidente eletto sei contento? Rispondimi solo se ti fa piacere farlo.

Sebastian Harrison: Io sono apolitico e non concordo con chi si esprime con sicurezza su un presidente o sull’altro dicendo di uno che è in grado di far tutto e dell’altro che non è in grado di far nulla, perché come fanno a saperlo prima ancora di vedere in azione, per esempio, quello entrante? E poi mai un presidente ha fatto proprio tutto male. Io apprezzo alcuni aspetti di quello uscente e alcuni altri di quello neo eletto, comunque io sostengo sempre quello che vince, perché che senso ha non farlo? Chi ha vinto, ha vinto. Onestamente, non ho votato, non volevo votare nessuno dei due. Trump, secondo me, ha diviso, non solo gli Stati Uniti, ma anche il mondo. Ormai siamo globali, bisogna coesistere con tutti, non si può essere sempre aggressivi. La sua metodologia, il suo modo di fare politica, non mi trovava così allineato. Quanto a Biden, credo che la sua elezione sia un bene per il mondo, inclusi gli interessi e gli scambi fra America e Italia, che è ciò che mi interessa di più. Però sarà localmente, cioè nella politica interna, che si vedranno e che io vedrò delle differenze, più che in ambito politico internazionale. I problemi del traffico, della guida selvaggia sul lungomare, degli ‘homeless’ e così via sono le questioni che vivo e viviamo da vicino nel quotidiano e sulle quali si quantificherà l’operato del nuovo leader. Certo, Trump diceva, per esempio, ‘c’è più Covid (solo) perché è maggiore la quantità di tamponi’, una vera sciocchezza! Non si possono chiudere gli occhi e non vedere. Meglio sapere la verità che fare così, anche psicologicamente. Quando stavo in Sicilia, la scorsa estate, non accendevo la televisione e non parlavo di politica ed era come se non ci fossero problemi, nemmeno il Covid, che sembrava sparito in quel paesino dove stavo, dove fra l’altro non c’erano casi. Magari qualcuno poteva accusarmi di essere ignorante, ma io preferivo essere consapevole senza dover studiare ogni minimo dettaglio della questione, perché far così per me è alla fine uno spreco di energia e di tempo ed è psicologicamente dannoso. Poi, comunque, la politica non mi piace! Compromessi, bugie, ribaltamenti di storie, necessità di stare al gioco. Uno può avere tutte le intenzioni del mondo, ma non può arrivare a un certo livello se non è allineato agli altri, se è un estraneo che rovina loro la piazza, a quel punto nemmeno lo fanno partecipare.

Basile: Concordo perfettamente. Tra l’altro, difficilmente un politico dice ‘scusatemi mi sono sbagliato’ se effettivamente ha fatto un errore o detto qualcosa di non giusto, invece continua a dare rassicurazioni, tipo che va tutto bene. Insomma mi sembra che si menta parecchio sulla realtà dei fatti e che spesso questo modus agendi sia finalizzato a ottenere più consensi popolari possibili, nel nome esclusivamente degli interessi propri o di un sol partito. Mi piace però la Harris.

Sebastian Harrison: Io dico speriamo per il mondo intero, al di là del mio paese. Perché questa è una situazione proprio brutta. Non dico per me, non ho subito grosse conseguenze, ma alcuni miei amici che hanno ristoranti, bar e locali, purtroppo, stanno attraversando un momento molto difficile.

Basile: Sono molto rattristata dalla situazione anch’io, non per me ma soprattutto per tante persone che ne hanno sofferto e ne stanno soffrendo, sul piano della salute o in termini economici. Certo, pur capendo tante restrizioni e adeguandomi perfettamente alle regole, non condivido e non mi è chiara la chiusura di cinema e teatri, luoghi sicuri e aree di arricchimento culturale e distrazione che avrebbero aiutato il benessere psico-emotivo delle persone. L’Arte, io credo fermamente, ci salva.

Sebastian Harrison: Senz’altro i mezzi pubblici sono assai più rischiosi di cinema e teatri. E poi, io non capisco: quello è chiuso e quell’altro no? Perché? Come giustificano certe decisioni?

Basile: Non lo so. Comunque in quelle posizioni qualsiasi cosa decida c’è sempre chi ti dà contro.

(ndr, Mi aggancio al discorso CULTURA, inclusivo necessariamente di Cinema e Teatri, per ricordare quanto la stessa cultura sia in seria difficoltà e quanto Signora sia nel suo modo di soffrire, sempre garbato e poco più che in silenzio. L’evento del 7 dicembre 2020 alla Scala ha costituito, attraverso le più belle forme espressive di Arte, il potere di guarigione dell’Arte sugli animi resi insicuri dal Covid-19 e reso evidente il bisogno assoluto degli artisti di calcare le scene e di farlo proprio per il bene vero di un intero paese. Ribadisco ancora una volta, anche per esperienza personale, che teatri e cinema sono stati sinonimo di SICUREZZA anti Covid-19, eppure serrati, abbattuti, per tutto il 2020.)

Appello
Laura Cocozza (https://www.facebook.com/laura.cocozza.7 ) e i suoi sono un team professionale che parla con il cuore e al cuore di chi vive e sente il disagio che tutto il settore sta attraversando; il linguaggio del suo appello e del video di cui al link che segue è formale, adatto anche alle sfere più alte cui va a rivolgersi, ma dietro c è il pathos. Diffondiamolo. L’Arte ci salverà.

‘Con il nostro appello per la cultura dal vivo, ha preso il via la seconda edizione di “Montedidio racconta”, in streaming sui canali you tube di Iuppiter tv, sul sito ufficiale di Montedidio racconta e sui profili Fb omonimi. Un manifesto in favore del mondo della cultura e dei saperi, interpretato da noi, ideatori ed organizzatori di “Montedidio racconta” (@iuppiteredizioni @interno_a14 e @amicipalazzoseradicassano) e rivolto a chi ha il potere di riportare la cultura dal vivo. Se sei d’accordo, giralo ai tuoi amici. https://m.youtube.com/watch?feature=youtu.be&v=ioCjB-8yisE

Conclusione
Ringrazio Sebastian e spendiamo gli ultimi quindici minuti di questa piacevolissima Skype call a far due chiacchiere da vecchi amici. Il mio intervistato mi racconta che l’ufficio in cui si trova, che vedo attraverso lo schermo, era una stalla. Io lo trovo delizioso e pieno di luce. ‘Viaggiando’ con il telefonino, cosa che permette a me questa rapida e simpatica panoramica del posto, Sebastian a un tratto si sofferma sul manifesto alla parete e mi dice che è la locandina di ‘Beach Blanket Bingo’ (https://en.wikipedia.org/wiki/Beach_Blanket_Bingo#Cast;www.youtube.com/watch?v=C2SBi5BUeXo ), un film prodotto dal nonno materno James Harvey Nicholson (https://en.wikipedia.org/wiki/James_H._Nicholson) con la ‘American International Pictures’ (https://en.wikipedia.org/wiki/American_International_Pictures ).

F4) I Bee Hive – la Reunion

F004 Bee HIve reunion

I Bee Hive e la loro reunion di pochi anni orsono, pronti a una nuova reunion.
Fonte: https://www.caffeinamagazine.it/wp-content/uploads/2017/08/1-20.jpg

Gli chiedo se con il celebre attore Jack Nicholson vi sia qualche parentela e la risposta è ‘no, ma lo hanno pensato in tanti, perché i primi film Jack li ha fatti con mio nonno’. Poco dopo la nostra telefonata, Sebastian mi dice che il primo plan della giornata è portare in macchina all’aeroporto di Los Angeles il fratello di Romina Power, intenzionato a tornare in Puglia, dopo qualche acquisto e aver pranzato assieme. Infine, il nostro simpaticissimo Sebastian mi dice ’guarda se non stessi a Malibù io vorrei vivere in Italia’, dove confessa che, proprio nell’inverno 2020, sarebbe dovuto stare nella sua casa siciliana per portare avanti i lavori. Allora, noi lo aspettiamo! Appena la situazione lo permetterà, Sebastian Harrison tornerà nel Bel Paese e, chissà, magari incontrerò di persona l’allora Satomi e l’odierno protagonista di una delle mie interviste più divertenti. Forse, addirittura, ci potremo dare la mano.

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Inoltre collabora con la Comunicazione corporate di un’azienda. E’ Life Coach ICF e dal 2018 Mediatore giudiziario. Presiede l’Associazione filodrammatica Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, “Dolores”, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
Email: alessandraeffort@icloud.com
Sito web: www.alessandrabasileattrice.com
Blog: https://alessandrabasileattrice.com/blog/

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