Inizio subito con lo scusarmi per aver scritto una emerita fesseria la volta scorsa ma avendo anche contatti diretti con qualche lettore prontamente hanno capito che si trattava di un errore di battitura. Perfetto, mi piace sapere che c’è gente competente o che comunque dà un senso a quello che scrivo. Erroneamente nell’articolo precedente ho scritto “il TSI dice che la discesa termina a 21354 di fib”… ma era “ovvio” che non poteva essere cosi, visto che eravamo già abbondantemente sotto a tale valore. Era 20354. Bene puntualizzato ciò, ripartiamo proprio da qui, dal 20354.

Hanno spinto un po’ sotto ma poi han recuperato subito e ora ci stiamo decisamente sopra.

Il quadro non è cambiato molto, abbiamo quasi la stessa identica situazione della precedente ottava. I livelli principali sono gli stessi ma ora abbiamo anche dei livelli secondari che ci allertano in anticipo.

E allora facciamo il punto.

 

F1) Fib

Fib, discesa fino a 20150 circa con doppio minimo e poi di nuovo su, soprattutto sopra 20354. Fonte: dati banca Sella

 

Il Fib dopo aver fatto una sparata fino a 20150 circa è prontamente tornato sopra il 20354 che ricordo essere il nostro SPARTIACQUE tra il long e lo short. Ora questo rimane sempre il nostro livello più importante da controllare ma soprattutto per chi facesse intraday darei un’occhiata al 20600/580. Se vogliamo salire già non dovremmo scendere più sotto quest’area ma si sa che il mercato non guarda ai livelli che do io e fa quello che vuole ma se 2+2 fa 4 e l’intenzione è di salire… beh lì non ci dovrebbero andarci più altrimenti il long comincia a prendere i connotati del pesce sul banco da troppo tempo. Puzza!

Ma ribadisco… è il 20354 la chiave e comunque per salire sarà necessario anche una salita di Nasdaq e Dax se no da soli non andremo da nessuna parte. E allora diamo un’occhiata anche oltre confine.

Passiamo al Dax.

 

F2: Dax

Dax, discesa prontamente recuperata anche su questo future. Fonte: dati Banca Sella

 

Anche il Future del mercato tedesco ha fatto una “capatina” sotto il punto chiave a 12000. Dopo il doppio minimo a 11850 circa si è sparato ben 500pti di salita dal minimo tutti d’un fiato. Ringraziamo e soprattutto ora poniamo l’attenzione a 12150 come da figura 2. Lo voglio sopra lì altrimenti flat. Per cui estremamente chiara anche qui la situazione e allora andiamo a vedere l’ultimo del “Trio Lescano”, il Nasdaq, che poi alla fine ultimo non è ma è colui che detta i movimenti agli altri, per me, sia ben inteso!

Il Cicciobello americano scombussola i mercati con le sue sparate, un po’ su, un po’ giù. Oggi sembra tutto nero per poi cambiare idea dal giorno successivo. Boh, alla fine non è che mi interessa più di tanto, a me interessano i livelli, se ci sto sopra faccio long e se ci sto sotto faccio short. Dove è il problema?

Per cui? Cosa è cambiato qui? Eh si, è cambiato qualcosa.

Il Nasdaq ha violato il 7700 che per me era lo SPARTIACQUE e ora ci stiamo sotto. Anche la salita non ha più ripreso il 7700 facendoci quasi da resistenza, a differenza degli altri due, Fib e Dax. Ecco questo movimento non mi piace anche in prospettiva futura. Morale: darei un occhio di riguardo ma forse meglio anche due o più a questo Future. DEVE riprendere 7700 perché se non lo facesse aumentano le probabilità possa partire una discesa importante. Ecco che allora ocio al mercato americano, ocio all’esposizione su fondi Usa e via per di lì. Comincerei a preoccuparmi.

Sento già parlare di catastrofi, di discese memorabili e cose simili. Boh, io la sfera magica non ce l’ho purtroppo e nemmeno posseggo dei poteri fuori dal comune per cui più terra terra mi limito a controllare i miei livelli, se si vuole salire ci DEVONO, e ripeto DEVONO, stare sopra. Se non ci stessero è perché qualcosa non quadra per cui i LONG dovranno essere chiusi e mettersi flat in attesa. I più temerari possono già buttarsi nello short. Io ormai data la mia età ho capito una cosa, mi son rotto di farmi prendere e farmi girare come una trottola. O il mercato fa quello che VOGLIO o io faccio quello che VOGLIO fuori dal mercato. Ecco, appunto, fare trading non vuol dire essere sempre in posizione, non vuol dire dover correre dietro a tutti i movimenti o presunti tali. Fare trading vuol dire avere un piano, seguirlo se non proprio scrupolosamente ma abbastanza bene, vuol dire avere bene in mente cosa fare, avere le idee chiare.

Se vorranno scendere daranno i segnali che vorranno scendere, su questo non ci sono dubbi. Pazienza, semmai ci si accoderà leggermente in ritardo.

Bene, è tutto. Alla prossima puntata e se avete voglia ogni tanto passate a fare un giro sul mio sito.

 

F3) Nasdaq

Nasdaq, primo livello supportivo da controllare sta a 7450 ma sarà solo la ripresa di 7700 che permette di ripristinare la voglia di salire per cui porre molta attenzione, effettivamente potrebbero “rompere” la struttura del trend rialzista e decretare la fine del movimento rialzista in atto da un decennio quasi. Fonte: dati banca Sella

 

Bruno Prelli

Bruno Prelli, mi avvicino ai mercati finanziari nel 1993 che da allora seguo costantemente e opero per gestire i miei investimenti. Ho partecipato a diversi concorsi fra cui le 2 edizioni della TRADERS’ Cup ottenendo un secondo posto nel 2014 sulle azioni e il primo posto nell’edizione 2015 sezione algotrading. Seguo costantemente i future sugli indici azionari e sulle azioni italiane. Attivo sui social o tramite il mio canale www.privatetrading.it