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Dollaro-Yen: l’annuncio del prossimo minimo delle Borse americane

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La paurosa discesa del 23 gennaio.

 

Svalutazione del dollaro.

Ne abbiamo parlato più volte negli articoli di Traders’ Magazine, nelle Classroom ed anche quando siamo stati ospiti in contenuti prodotti da altri. 

Nella giornata di venerdì 23 gennaio, l’eurodollaro è andato a toccare il massimo del range in cui si è compresso negli ultimi mesi. 

Il dollaro franco crollava da 0.80 a 0.78. 

Il dollaro contro dollaro canadese continuava la sua discesa, diretto verso i minimi del 26 dicembre, con l’evidente intenzione di abbatterli.

Questo è in linea con il comportamento delle amministrazioni repubblicane, e quella Trumpiana tende ad accelerare i processi di svalutazione del dollaro con una velocità superiore alle medie del passato.

Per chi ha letto la nostra pubblicazione “Il Grande Crollo del 1987” sa che una delle cause fu una guerra valutaria, basata su svalutazioni competitive del dollaro messe in atto dall’amministrazione Reagan.

Non sto prevedendo un crollo, solo rimarcare ciò che ci dice la statistica sul passato.

 

Dollaro-Yen

Ma il movimento principale è quello che abbiamo annunciato da tempo, invitando i lettori a tenere monitorato il Dollaro-Yen, i cui segnali lo rendono, ora, indicatore strategico fondamentale.

Dollaro-Yen

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Il Dollaro-Yen dal 2024 ad oggi

 

Nel luglio 2024, con le tecnologiche che gradualmente abbandonavano l’S&P500, il dollaro-yen cominciava una fase di discesa che si sarebbe prolungata fino a metà settembre.

Il carry-trade smontava gradualmente le posizioni, fino al momento drammatico di inizio agosto.

Il 5 agosto il Nikkei perdeva il 12% mandando alle stelle in 13 ore la volatilità implicita e creando un evento devastante sul mercato delle opzioni, in particolare, e su tutti i mercati finanziari.

Il dollaro-yen da metà settembre 2024 fino al 5 gennaio 2025 risaliva fino a toccare un punto leggermente più basso rispetto a quello di luglio 2024. 

Si creava così una vera e propria “area critica” fra 159 e 161.70.

A tre quarti della discesa successiva al 5 gennaio 2025, complice il liberation day, il 7 aprile 2025 le borse toccavano un minimo importante, sfondando quota 5000 sull’S&P500 future, e mandando di nuovo la volatilità sulle opzioni alle stelle. 

Il 27 aprile il dollaro-yen recuperava posizioni. Il 23 aprile si era attivato l’indicatore di Martin Zweig sulle borse, precognitore di 6-12 mesi di rialzo.

 

Gennaio 2026.

Dollaro_yen

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Il Dollaro_yen , ultimi 30 giorni di mercati aperti

Dopo avere cercato per 8 giorni di mercati aperti di sfondare la resistenza, la temporanea penetrazione nell’area critica oltre 159, creava una violenta reazione ribassista. 

Nella giornata del 23 gennaio il dollaro-yen sfondava il supporto del nostro indicatore di volatilità, fino all’area 155.60.

L’indizio è acclarato, le posizioni carry-trade si stanno smontando.

 

23 gennaio 2026

Dollaro_yenClicca per ingrandire
Il Dollaro_yen, grafico orario

 

‍Le posizioni carry trade hanno cominciato a smontarsi intorno alle ore 8 italiane del 23 gennaio.

L’accelerazione più evidente la vediamo all’interno dell’orario americano, indizio che sono soprattutto gli americani, ma non c’era bisogno di conferme, ad uscire dalle posizioni.

L’America fugge dal dollaro di Trump, non approda in altre borse, ma, per ora, non esce dalle borse americane.

Ma le borse subiscono la debolezza della situazione con un trading range quasi ossessivo.

Nell’articolo di domani riservato agli abbonati a Traders’ Magazine, e nella Classroom di martedì 27 gennaio, pubblicheremo la proiezione possibile sui minimi della borsa americana.

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Maurizio Monti Editore Traders' Magazine Italia

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