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Che cosa è accaduto il 24 settembre?

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L’arte di manipolare nella trasparenza

In agosto, nella seconda quindicina, ci aspettavamo un ritracciamento del mercato azionario. La nostra visione era un inizio di tendenza alla debolezza, che poi si sarebbe sviluppata nel periodo successivo di settembre.

Avevamo anticipato troppo i tempi. Le mezze misure, le tendenze graduali non fanno più parte dello scenario attuale dei mercati. Le cose avvengono o non avvengono, e quando avvengono, in questo biennio 2020-2021, sono improvvise.

Peraltro, erano d’accordo con noi i professionisti che prezzano la volatilità: il Vix è stato in costante aumento dal 17 agosto fino al picco toccato proprio il 3 settembre, in perfetta controtendenza da mondo alla rovescia. Poi, la discesa dell’azionario ha calmierato il Vix: come a tirare un sospiro di sollievo dopo che il mercato è venuto giù.

È stato così che il 3 settembre, l’S&P500 ha fatto un bel tonfo, che ha rovesciato l’overbalance dei sette giorni di borsa precedenti, se guardiamo i minimi, e dei cinque giorni precedenti se guardiamo le chiusure.

Un botto, seguito da due giorni altrettanto negativi che ci hanno fatto pensare ad un mercato più normale del solito, dove avvengono i ritracciamenti nella dimensione a cui eravamo abituati in passato, sia pure con velocità forse maggiore e senza sintomi significativi precedenti di debolezza.

È seguita una fase laterale. Tracciando la media mobile semplice a 50 periodi, il primo classico supporto nel modello mentale pragmatico degli americani, ci accorgiamo che i minimi del 9, dell’11 e del 17 settembre cercano di perforarla per poi ritrarsi disciplinatamente in chiusura.

Dalla parte alta del range, la media mobile semplice a 20 periodi, conteneva i massimi relativi del 9, del 10 e del 16 settembre, formando l’area di resistenza 3400-3425 di cui in molti hanno parlato in questi giorni. Quando vedi i giornalisti finanziari parlare di resistenze e supporti traccia le medie mobili, hai ottime prospettive per diventare giornalista finanziario anche tu, se ci tieni.

Il 18 settembre avviene la rottura al ribasso della media a 50. E, sempre per quel pragmatismo di cui parlavo sopra, il mercato affonda di nuovo formando il minimo del 24 settembre che si appoggia dolcemente sulla media mobile semplice a 100 periodi.

È proprio il 24 settembre che il mercato rimbalza e ha nostalgia della media a 50 che aveva abbandonato prima, ora divenuta resistenza. Che fa sentire il suo effetto il 30 settembre, facendo coincidere il suo valore con la chiusura di quel giorno e l’1 ottobre, dando l’impressione che la media è perforata al rialzo con una chiusura superiore.

Ma il 2 ottobre mattina arriva la notizia del coronavirus di Trump. I mercati sono un po’ scossi dall’impatto emotivo immediato della notizia e minimi e chiusura di giornata sono di nuovo sotto la media a 50: il tutto dopo quattro giorni di sostanziale lateralità, dove la tipica mean reversion dell’S&P500 è stata visibile a colpo d’occhio.

Il punto centrale del grafico è proprio il 24 settembre. Giorno del minimo relativo sulla media a 100 e giorno del rimbalzo magico in direzione di quella a 50.

Andiamo ora su valutazioni statistiche un po’ più serie delle medie mobili.

Tracciando i nostri livelli statistici (non quelli di Fibonacci), troviamo che il massimo storico del 2 e 3 settembre si è formato sulla linea del 112.50% del range disegnato dal tonfo del covid. E che il massimo pre-covid corrisponde alla linea di resistenza inferiore che si è disegnata nel range intermedio del 9,10 e 16 settembre. Di più: che sull’indice il massimo relativo dell’1 ottobre coincide perfettamente con il massimo pre-covid. Quasi un timore reverenziale a perforarlo.. Sul future c’è qualche punto di differenza.

Andando avanti, la chiusura del 24 settembre (data critica come stiamo cercando di spiegare) coincide con l’87.50% del range del tonfo del covid. Che come sempre ha fatto da supporto (o fa da resistenza quando il prezzo viene dal basso).

Bene.. Tutto coincide.

Ora, il quesito èprima ipotesi, il 24 settembre è il minimo di un’onda A iniziata il 3 settembre, a cui è seguita o sta seguendo un’onda B correttiva al rialzo, e dobbiamo attenderci un’onda C che va ad affondare in direzione della media mobile a 200 (circa 3100 di S&P500) o del nostro livello statistico inferiore (a 3085 e affondo possibile in volatilità fino a 100 punti più in basso a 2974)?

Oppure, seconda ipotesi, è il minimo di una rapida correzione ABC a “onde corte” che già si sono sviluppate e sono visibili nel percorso 3 settembre-24 settembre e da cui il mercato ha già ripreso la corsa al rialzo?

Ovviamente, entrambi gli scenari sono possibili. Aiutandoci con gli algoritmi temporali, abbiamo già pubblicato sulle nostre colonne una grande sovrapposizione possibile nei punti di inversione: 28-29 settembre più o meno 4 giorni (che potrebbe essere il minimo del 24 settembre), seguito dal 9-12 ottobre, ma con l’approssimazione, in questo caso specifico, di una settimana in più o in meno. Il prossimo sarà il 9-16 novembre e saremo più precisi più avanti su questo.

A livello di prezzo il nostro algoritmo dà un primo target di breve a 3290 in short dalla posizione attuale, con maggiore probabilità alla continuazione ribassista fino a quota 3000 circa, gestendo la posizione con frazionali prese di profitto durante il tragitto e sistemazione degli stop strada facendo, a partire già dal primo target. Purtroppo lo stop iniziale è largo perché significa la rottura della resistenza 3400-3425.

Se si verifica il fenomeno inverso, quindi continuazione al rialzo, l’algoritmo prevede soltanto di prendere lo stop loss, digerirlo e attendere. Il ché mi sembra eloquente di come viene considerata la probabilità a livello matematico.

Quanto sopra non è un consiglio di posizionarsi, semplicemente l’enunciazione di che cosa prevede il nostro sistema a livello algoritmico. Prendila come analisi di riferimento del mercato azionario e non dare retta a quelli che dicono che “ormai le analisi vanno fatte sul Nasdaq perché le altre non hanno più significato”: uno degli effetti collaterali del virus è quello di avere attecchito in modo asintomatico nel cervello di molti.

Martedì mattina, 6 ottobre scorso, alle 10.30 è andato in onda il Martedì della Borsa: l’analisi dei mercati insieme con Giorgio Pallini, il professionista di Scelta Vincente, uno dei servizi di maggior successo di pubblico, diffuso dall’Istituto Svizzero della Borsa. E abbiamo analizzato non solo l’S&P500, ma anche oro, petrolio, dax, ftse mib. E il focus della nostra attenzione è stata sulle azioni più calde e promettenti di Borsa Italiana. Condividi con noi un’ora di grande Cultura finanziaria, clicca qui sotto per iscriverti e vedi la registrazione.

 

P.S.: Il Vix ha toccato un minimo relativo in corrispondenza con l’inizio della lateralità il giorno 29 settembre, poi il prezzo della volatilità è tornato a crescere di circa un dieci per cento fino al 2 ottobre. Siamo nell’area dei 32 dollari, due dollari sotto il picco a 34 dollari toccato il 3 settembre. La malattia di Trump, e soprattutto la percezione di trasparenza che ne ricaveranno i mercati, gioca un ruolo critico ed insidioso, anche dal punto di vista dell’impatto emotivo. Che la positività di Trump fosse anteriore alla comunicazione della stessa di almeno 48 ore è un sussurro che fanno in molti (they are whispering, dice il mio amico Richard dagli Stati Uniti). Come al solito: i mercati non vogliono incertezza, ma decisioni rapide e trasparenza. Il sogno dei mercati è poter manipolare all’interno di un mondo trasparente … scusa la franchezza. Clicca per iscriverti e vedi la registrazione, è un grande webinar in un momento molto delicato.

Maurizio Monti

 

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