Come difenderci dalla prossima crisi finanziaria

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Sangue nelle strade? L’instabilità diventa scenario   

Peter Turchin è nato nel 1957. È un ricercatore dell’Università del Connecticut.

Sostiene che gli Stati Uniti potrebbero dover affrontare un clima da guerra civile di qui ai prossimi mesi, forse anni.

C’è un particolare che rende Peter Turchin un personaggio che va ascoltato per riflettere sulle sue opinioni. Il particolare è che nel 2010 e nel 2013 pubblicò una previsione di estrema negatività sul 2020, per gli Stati Uniti.

I suoi studi esaminano un ciclo cinquantennale, 1870-1920-1970-2020, in base al quale la società statunitense sarebbe esposta a gravi rischi a causa delle disuguaglianze. Nella fattispecie della crisi del 2020, la causa sarebbe da attribuire agli effetti traumatici della globalizzazione, profondamente divisivi delle classi sociali a causa della errata distribuzione della ricchezza.

Questi tempi difficili, dove rivolte e disordini sarebbero all’ordine del giorno, potrebbero prolungarsi a lungo: da 5 a 15 anni, secondo Turchin, salvo che non vengano prese misure adeguate per invertire il trend di crescita delle disuguaglianze.

Qualche cosa di simile a quello che sosteniamo noi, quando citiamo la caduta dell’Impero romano, come esempio storico precedente. Ma attenzione: stiamo parlando degli Stati Uniti d’America.

Non è rassicurante pensare ai disordini nelle strade. E prima o poi non lo sarà per i mercati, perché la crisi economica conseguente al Coronavirus comporta necessariamente un rischio sistemico molto serio. C’è qualche cosa a cui le banche centrali con i loro bazooka non possono far fronte: ed è la rivolta popolare, il sangue nelle strade, la pressione dal basso.

Ai mercati non interessano le proteste? Forse no, finché non diventeranno efficaci tanto da indurre la politica a fare qualche cosa. Che potrebbe essere, addirittura, cambiare il ruolo delle banche centrali: ciò che noi prevediamo avverrà entro i prossimi cinque anni.

Specialmente quando a fronte di una crisi finanziaria molto forte, che noi continuiamo a ritenere sia destinata a scoppiare entro i prossimi 18 mesi, dimostreranno la loro sostanziale impotenza.

Il mondo sta cambiando ad una velocità di cui è difficile renderci conto. Ciò che è difficile da dominare è l’alternanza ossessiva del sentiment: euforia e panico si alternano. Quando finiranno di alternarsi ed equilibrarsi, perché questa è solo la prima fase transitoria di questo ciclo di un quinquennio, lo squilibrio creerà la crisi.

Giovedì 18 giugno scorso, su Traders’ Webinar, ho parlato dei temi caldi che coinvolgono i mercati contemporanei: perché abbiamo bisogno di condividere le possibili visioni di scenario.

Abbiamo visto anche come A Beautiful Night sia il sistema che da nove anni miete profitti sull’S&P500, facendo trading fuori dell’orario di contrattazione degli Stati Uniti e come ci siano ottime analoghe prospettive per i prossimi anni. Clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

P.S.: Il ciclo finanziario in corso è iniziato a fine 2007 e si concluderà nel 2024-2025. Ogni ciclo è suddiviso in fasi e il 2020 è l’inizio dell’ultima fase del ciclo. Il biennio 2020-2021, forse anche il 2022, vede la possibilità dello scoppio di una grave crisi. È la fine di un’era ridicola, dove l’umanità avrebbe potuto emendare molti errori, compresa la sostanziale tolleranza verso le dittature iniziata nel 1989, ma non ha voluto farlo. Questa ultima fase del ciclo è quella che determinerà chi avrà vinto e chi avrà perso. È cruciale per capire il mondo che lasceremo ai nostri figli. Clicca per condividere insieme con me un’ora di Cultura finanziaria. Iscriviti e vedi la registrazione.

P.P.S.: nel webinar ho mostrato le previsioni di Peter Turchin con i precisi riferimenti dei suoi articoli, se vorrai leggerli in originale. In Cina sta per scoppiare la seconda ondata epidemica (sempre avanti a tutti i cinesi): ti dice niente dal punto di vista di come potrebbe rivelarsi essere il nostro prossimo autunno-inverno? Continuiamo a sperare nei bazooka e bazookini? Iscriviti e vedi la registrazione.

Maurizio Monti

 

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