Bla-sonati che fanno bla bla bla

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Conti che non tornano

L’S&P500 ha continuato a produrre nuovi massimi, con massimi e minimi crescenti. Gli ha fatto buona compagnia il Dow Jones, anch’esso con nuovi massimi e massimi e minimi crescenti.

Il Nasdaq ha avuto, come spesso avviene, movimenti più forti, con le barre del 20 e 21 febbraio che hanno rotto la sequenza dei minimi crescenti, ma è rientrato presto nei ranghi, dopo gli utili di Nvidia, mercoledì sera 21 febbraio.

Prima dell’annuncio degli utili, i tre indici avevano ritracciato al ribasso, presi da ipotetico dubbio sulla tenuta delle previsioni più che positive su Nvidia. Ma l’azienda, ancora una volta, ha battuto tutte le previsioni e la reazione dei mercati giovedì 22 e venerdì 23 ha azzerato i dubbi. 

Gli oscillatori sono tutti in divergenza ribassista e ipercomprato estremo, a significare che la forza della salita sta (ipoteticamente) scemando: ma l’euforia sembra ancora sfidare la forza di gravità.

Dopo essere stato trattenuto dall’area 5046, l’S&P500 future ha sfondato verso l’alto raggiungendo quota 5100 e poi toccando il nuovo massimo storico, venerdì, a 5123, ritraendosi di nuovo in chiusura fino a chiudere il gap rialzista formatosi nella giornata, rintanandosi di nuovo fino a 5094 nelle ultime battute. 

Il supporto e la resistenza settimanale, calcolati dai nostri algoritmi, sono semplicemente pazzeschi, con una grande dilatazione di volatilità annunciata: 4999 lato inferiore e 5190 lato superiore. 

Siamo all’inizio della diciottesima settimana dal minimo del 27 ottobre. Le probabilità di un ritracciamento serio aumentano giorno per giorno, ma finora i mercati hanno continuato a prendersi gioco della statistica.

La stagionalità vede un periodo negativo, come già citato in alcuni articoli precedenti, nel periodo 19 febbraio – 8 marzo.

Le giornate del 19 e 20 febbraio avevano dato la sensazione di voler iniziare un ritracciamento, prontamente smentito nella seconda parte della sessione del 21 febbraio, quando, prima dell’annuncio degli utili di Nvidia, un potente flusso rialzista ha chiarito che si trattava soltanto di una raccolta di liquidità.

Gli scenari sono di un massimo di ciclo già fatto venerdì scorso, o un nuovo sfondamento dei massimi fino a quota 5190.

Se dovesse esserci un dietro-front del mercato, potrebbe essere rapido e violento con incremento veloce della volatilità implicita.

L’inizio di una discesa potrebbe dar luogo ad una accelerazione da panico temporaneo. 

Non si tratta della probabilità di un crash, ma della possibilità di un improvviso temporaneo sentiment di paura innescato da una discesa. 

Di sicuro, stiamo assistendo ad una bolla che rende molto critico il mercato. Quando l’elastico si tira troppo, può dare delle grandi botte sulle dita.

Nvidia è riuscita a sanare temporaneamente la grande delusione sull’irreale aspettativa di un taglio dei tassi imminente.

E’ evidente che i bla bla bla di taluni bla-sonatissimi, Goldman Sachs in testa, puntavano ad alimentare l’euforia per loro vantaggio. 

Il buon senso suggeriva che si trattava di valutazioni irreali, ma vendere sogni è sempre un mestiere che fornisce grandi risultati.

Il prossimo appuntamento importante con dati macro di rilievo è quello del non-farm payroll, l’8 marzo prossimo. 

Questa settimana, invece, saranno il dato preliminare sul GDP americano e soprattutto il Core PCE consumer index, che viene monitorato dalla FED e costituirà una ulteriore indicazione sull’inflazione.

Gli earnings della settimana riguardano aziende degne di nota (eBay e Dell per esempio), ma non così importanti come singoli market movers: peraltro, le previsioni sono uniformemente positive. 

Continuiamo a ritenere che una pausa riflessiva del mercato è da ritenersi probabile nei prossimi giorni: se il picco di venerdì scorso non è già il massimo di periodo, e ci sarà un nuovo picco, potrebbe esserci nella giornata di giovedì 29 febbraio o nella settimana successiva, intorno a mercoledì 6 marzo.

Il successivo punto di inversione, secondo i nostri algoritmi, è intorno al 19-20 marzo. 

Se ci sarà pausa riflessiva, potremmo attenderci di rivedere valori sotto 4900, andando a ritestare la media mobile a 50 periodi. 

E sarebbe comunque un ritracciamento “minimo”. 

Perché la normalità, se ha senso parlare di normalità, vorrebbe un ritracciamento sotto quota 4634, cioè sotto il massimo di luglio. 

Ma la normalità, per un po’ di tempo ancora, sembra dobbiamo dimenticarla. Quando tornerà, speriamo non faccia troppo male. 

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P.S.: Dopo la pausa riflessiva, se ci sarà, il boom verso l’alto sarà probabilmente ancora più forte, per andare a creare un primo picco intorno al 20-25 aprile. Poi vedremo se ci sarà un prolungamento della tensione rialzista.

Prima o poi il mercato farà i conti, che se facesse adesso, non tornerebbero già da ora.

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Maurizio Monti

  Editore Istituto Svizzero della Borsa