Nel film, dal best seller di Valérie Perrin, Jean-Pierre Jeunet firma la regia di una storia di up & down, di valori profondi, di persone che segnano l’esistenza della forte Valerie; voto: 7,5.
Premessa
Il film diretto da Jean-Pierre Jeunet e tratto dal best seller di Valérie Perrin, con protagonista Leïla Bekhti, è stato presentato, nella sezione Grand Public, alla 21° Festa del Cinema di Roma, sotto la direzione artistica di Paola Malanga (13 – 25 ottobre 2026). Si tratta di un film, seppure non strettamente per bambini, adatto a tutti per i messaggi che trasmette e il senso di vita che riesce a far percepire, con un’empatia sempre maggiore verso la protagonista nel corso della narrazione; ci si sente lì con lei, volendola abbracciare.

Nella figura F1, i due attori in una scena del film presentato al Rome Film Festival.
Fonte/crediti: 21° Rome Film Festival press material
Trama
Changer l’eau des fleurs narra la storia di Violette Toussaint, una custode di cimiteri, a dispetto di un physique du rôle che suggerirebbe altro, essendo minuta, dai lineamenti delicati e amante di arte, poesia, vita. E, fra giravolte e tragedie, incontri passionali e belle amicizie sui generis, persone di passaggio capaci di lasciare un segno in Violette, la ragazza, che vive in piccoli borghi, affianco a una realtà tanto triste quanto un cimitero, attraversa le fasi più significative della sua esistenza in Borgogna.
Come tiene la casa colpisce: fuori c’è la morte, dentro la vita, fuori c’è un lavoro duro e impietoso quanto agli orari, dentro ci sono ricordi, profumi, animali di casa e gli amici, fino ai corteggiatori innamorati, soprattutto uno. Violette forma una specie di famiglia con la sua piccola squadra di addetti alle sepolture, mentre vive un marito assente poi fedifrago. Le tragedie della sua vita, ahimè, sono ben altre e peggiori. Ma la vita, che gira, torna a regalarle gioia e serenità, grazie a un detective, ma in particolare a una crescita, necessaria e violenta in lei, e a uno nuovo sguardo verso la vita.

Nella figura F2, l’attore in una scena del film presentato al Rome Film Festival.
Fonte/crediti: 21° Rome Film Festival press material
Il Regista
Alla Festa del cinema di Roma, Jean-Pierre Jeunet, noto per Il favoloso mondo di Amélie, ha dichiarato, in merito al suo Changer l’eau des fleurs, di essersi subito innamorato del romanzo ispiratore, di aver visto nel personaggio protagonista il grande humour che la contraddistingueva, aiutandola anche ad affrontare i drammi della sua vita, di aver voluto raccontare la trama con una luce a dispetto del buio della tragedia di Violette, con un tono poetico, melanconico, di tanto in tanto fiabesco e ha affermato che vi è necessità per tutti di storie che trasmettano il senso piacevole dell’esistenza.

Nella figura F3, il regista del film “Changer l’eau des fleurs”.
Fonte/crediti: 21° Rome Film Festival press material , 2026 Palomar, 24-25 Films, Studiocanal France2Cinéma
Recensione
A dispetto del titolo, che in verità richiama a quella poesia sottostante menzionata e tanto cara al regista, il film è solo in parte una commedia; più propriamente è una tragedia, narrata sempre con la delicatezza raffinata di chi non ha bisogno di urlare il dolore umano, ma anzi, raccontandolo a sottovoce con colori e immagini tendenti al fiabesco, sa essere ben più vicino alle corde profonde dello spettatore. Cast artistico e tecnico, così com’è diretto dall’ottimo Jeunet, ha un segno particolare: funziona!
L’empatia per Violette, con statura e corporatura piccoline, quelle dell’attrice che è convincente nel vestirne i panni, è assicurata da parte del pubblico, perché il suo personaggio sa come compiere delle scelte umanamente difficilissime, riuscendo a restare legata a valori e speranze che danno forza ma non sono di tutti; è esemplare.
Il messaggio del film (immagino anche del romanzo) su cui soffermarsi riguarda essenzialmente la vita nelle sue sfumature, con i suoi cicli e ricicli, con le cadute e i nuovi inizi, con gli aiuti insperati e le delusioni inimmaginabili; tutto sempre nella luce colorata della poesia e della fiaba adulta.
Quanto specificamente agli attori, oltre alla brava Leïla Bekhti, alias Violette, abbiamo un gruppo di livello, grazie, in particolare, agli eccellenti Matthias Schoenaerts, nei panni del marito, e Melvil Poupaud, che impersona il bel détective dai modi gentili e dalla pazienza più desiderata. Seguono il nostro Sergio Castellitto, con una partecipazione sentita al film, e la giovanissima Elodie Batard Gaultier, che interpreta la bimba figlia di Violette. Voto: 7,5.

Nella figura F4, i due attori in una bella scena di “Changer l’eau des fleurs”.
Fonte/crediti: 21° Rome Film Festival press material
Conclusione
Il film uscirà nelle sale italiane il prossimo 5 gennaio, un film dalla visione trasversale; voto: 7,5.

Nella figura F5, Elodie Batard Gaultier con la protagonista del film “Changer l’eau des fleurs”.
Fonte/crediti: 21° Rome Film Festival press material

Alessandra Basile
Attrice e Autrice. Ha collaborato con la Comunicazione Corporate di un’azienda. Ha una formazione in Life coaching (per un periodo ICF) e una laurea in Giurisprudenza. Presiede la Associazione Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, ‘Dolores’, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ha scritto ‘Films on The Road’, un libro sul cinema girato in Italia, edito Geo4Map. Scrive di film e spettacoli teatrali con l’occhio dell’Attrice, il suo primo mestiere, e intervista persone e personaggi, soprattutto del mondo dello spettacolo.
Email: Alessandra.Basile@outlook.com Sito web: www.alessandrabasileattrice.com





