Il giorno in cui le lumache avrebbero dovuto sostituire il telegrafo

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Parigi, 1850. Il telegrafo elettrico stava già trasformando le comunicazioni, ma aveva ancora un limite evidente: aveva bisogno di cavi.

Fu allora che apparve un uomo convinto di aver trovato qualcosa di molto meglio.

Si chiamava Jacques-Toussaint Benoît e sosteneva di aver scoperto un sistema per inviare messaggi istantaneamente a qualsiasi distanza, senza elettricità, senza fili e praticamente senza infrastrutture.

Gli servivano soltanto delle lumache.

 

Una connessione invisibile

Benoît partiva da una teoria tanto stravagante quanto affascinante. Credeva che due lumache entrate in contatto tra loro sviluppassero una sorta di legame permanente.

Secondo la sua ipotesi, se successivamente venivano separate — anche da grandi distanze — stimolarne una avrebbe provocato una reazione nell’altra.

Oggi sappiamo che non esiste alcun meccanismo biologico in grado di rendere possibile un fenomeno simile.

Ma a metà del XIX secolo l’elettricità, il magnetismo e altre forze invisibili erano ancora circondati da un certo mistero.

L’idea di poter scoprire una nuova forma di comunicazione, quindi, poteva apparire meno assurda di quanto sembri oggi.

Benoît decise di trasformare la sua teoria in una macchina.

 

Un alfabeto fatto di lumache

La sua invenzione ricevette un nome straordinariamente ambizioso: pasilalinic-sympathetic compass. Il dispositivo utilizzava diverse lumache, ognuna associata a una lettera dell’alfabeto.

Il principio era semplice.

Due macchine avrebbero ospitato gruppi di lumache precedentemente “accoppiate”.

La lumaca corrispondente alla lettera A di un dispositivo sarebbe rimasta misteriosamente collegata alla lumaca A dell’altro.

Lo stesso sarebbe avvenuto con la B, la C e con tutti gli altri caratteri.

Per inviare una parola, l’operatore avrebbe dovuto stimolare, una dopo l’altra, le lumache corrispondenti alle lettere desiderate.

Nel dispositivo situato a distanza, le rispettive compagne avrebbero dovuto reagire.

Immaginiamo di voler scrivere “ROMA”.

Invece di premere quattro tasti, sarebbe stato necessario interagire con quattro lumache.

Se avesse funzionato, Benoît avrebbe ottenuto qualcosa di straordinario: trasmettere informazioni quasi istantaneamente senza alcun collegamento fisico tra mittente e destinatario.

 

Arriva il momento della dimostrazione

Come accade con molte grandi promesse tecnologiche, però, servivano finanziamenti.

Benoît riuscì a suscitare abbastanza interesse da organizzare una dimostrazione del suo sistema.

Era il momento decisivo: le spiegazioni sulle misteriose connessioni invisibili non erano più sufficienti. Le lumache dovevano davvero comunicare.

Ed è qui che iniziarono i problemi.

Quando l’invenzione venne sottoposta a una prova più rigorosa, i risultati non riuscirono a dimostrare l’esistenza della presunta comunicazione a distanza.

La rivoluzionaria rete di telecomunicazioni basata sui molluschi non vide mai la luce.

La storia finì così per trasformarsi in una delle curiosità scientifiche più insolite del XIX secolo.

 

Un’idea assurda con un’ambizione sorprendentemente moderna

La cosa più interessante del telegrafo a lumache non è soltanto il fatto che qualcuno credesse realmente che potesse funzionare.

È il problema che Benoît stava cercando di risolvere.

Voleva trasmettere informazioni immediatamente tra due punti senza dover costruire un’infrastruttura fisica che li collegasse.

In altre parole, inseguiva qualcosa che oggi fa parte della nostra quotidianità: la comunicazione senza fili.

Il meccanismo immaginato era completamente sbagliato. L’intuizione sul bisogno da soddisfare, invece, era sorprendentemente moderna.

La storia della tecnologia è piena di idee simili: invenzioni impossibili, teorie sbagliate e progetti che promettevano di cambiare il mondo prima di scomparire quasi completamente dalla memoria collettiva.

Alcune idee falliscono perché arrivano troppo presto.

Altre perché la tecnologia necessaria non esiste ancora.

E altre ancora, come il telegrafo a lumache di Benoît, falliscono per una ragione molto più semplice: per quanto possiamo desiderare il contrario, le lumache non sanno inviare messaggi.

 

La Redazione

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