Le Magnifiche? sono una cosa sola

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Le Magnifiche non sono più sette aziende indipendenti.

Sono diventate una sola macchina economica.

    • Nvidia produce potenza di calcolo
    • Microsoft/Amazon/Google la vendono
    • Meta monetizza la pubblicità con l’intelligenza artificiale
    • Apple porta l’intelligenza artificiale nella vita quotidiana
    • Tesla tenta di portarla nel mondo fisico (auto e robot)

La loro interconnessione costituisce un rischio “domino”.

Se una o due di loro andassero in crisi, trascinerebbero potenzialmente le altre.

 

Il mercato sta prezzando una nuova inevitabilità

In un nostro articolo recente, pubblicato sulla home page di Traders’ Magazine

https://www.traders-mag.it/la-lezione-piu-fraintesa-della-bolla-dot-com-i-mercati-avevano-ragione-su-internet-e-torto-sul-tempo/

abbiamo analizzato la bolla dot.com del 2000 dal punto di vista degli investitori: che non hanno sbagliato nel valutare la rivoluzione internet, ma hanno anticipato troppo i tempi. 

Ciò a cui stiamo assistendo pone dubbi analoghi: il mercato potrebbe avere ragione sull’intelligenza artificiale ma sbagliare il timing e le valutazioni conseguenti. 

In più occasioni, abbiamo sottolineato che il mercato non è ancora in bolla, e può fare ancora molta strada.

Ma che possa finirci, è un rischio evidente: il mercato è estremamente lacerato. 

Negli ultimi due giorni, consecutivamente, si è attivato l’Hindenburg Omen: è vero, i falsi segnali di questo indicatore, nel passato, non si contano, ma se anche non finirà in crash, è l’indizio di un mercato disomogeneo, guidato e monopolizzato da troppo pochi titoli.

 

Il vero problema: la concentrazione

E’ proprio sul dato chiave della concentrazione che sta il problema: la Magnifiche rappresentano più di un terzo dell’S&P500.

Questo significa tre cose: 

    • non è più “rischio tech”
    • è rischio indice
    • è rischio sistemico

Continueranno a performare? Auguriamocelo.

Speriamo continuino a macinare utili e speriamo che gli investitori non mettano nei prezzi troppi anni avanti di utili. 

Perché una incrinatura su questo versante costituisce un rischio enorme per il mercato.

 

Il “tappo” allo sviluppo dei data center.

Ora, l’intelligenza artificiale ha uno sviluppo potenziale che, visto oggi, è pressoché infinito.

I suoi software e i suoi database poggiano su datacenter che appartengono ancora, di fatto, alla vecchia generazione.

Malgrado il colossale sviluppo tecnologico, ad esempio quello portato da Nvidia con le sue unità centrali di elaborazione, di fatto l’intelligenza artificiale assorbe una quantità di risorse incompatibili con le tecnologie tradizionali. 

I problemi di raffreddamento e di consumi elettrici superano di gran lunga la capacità fisica di poterli sostenere: le ambizioni spaziali di Musk e Bezos vanno nella direzione di data center nello spazio, alimentati da energia solare ad altissima efficienza e insensibili al riscaldamento, potendo lavorare con temperature vicine allo zero assoluto.

Prima o poi, in qualche angolo del mondo, verrà progettata una diversa tecnologia con assorbimento di risorse compatibile con le possibilità fisiche di sostenerli.

Nel frattempo sogniamo di mandarli nello spazio e il sogno potrebbe diventare realtà di qui a pochi anni, se non verranno scoperte tecnologie alternative.

 

Taiwan: il collo di bottiglia

L’intelligenza artificiale quindi sembra infinita. 

I semiconduttori no. 

Il rischio Taiwan fa rabbrividire. 

Taiwan Semiconductor produce il 90% dei chip avanzati. 

Senza Taiwan, non potresti leggere questo articolo, o usare il tuo smartphone, o mettere in moto e guidare la tua auto…

Un blocco delle forniture da Taiwan sarebbe catastrofico per il mondo intero: uno shock sistemico quasi inconcepibile ad essere pensato.

 

Il Cigno Nero

Non stiamo prevedendo una crisi.

Stiamo misurando una vulnerabilità.

In altre sedi, abbiamo parlato della naturale ciclicità del mercato e di come sia fortemente probabile che fra il 2027 e il 2029 le borse possano vivere una crisi seria: che non significa, lo ripetiamo ancora, tre anni di crisi, ma il periodo temporale in cui riteniamo sia più probabile avvenga un ribasso del mercato superiore al 28-30%.

Quanto tale crisi, calcolata con modello ciclico matematico, possa essere riferita ad una causa specifica non è dato, ora, di saperlo. 

Con certezza, quanto analizzato sopra, e soprattutto l’eccesso di incidenza delle Magnifiche sugli indici, può costituire fenomeno amplificatore della esplosione di una crisi.

 

Conclusione

Il problema delle bolle non è quando salgono: ma quando tutti scoprono improvvisamente che il sistema era molto più fragile di quanto sembrasse. 

Più un mercato dipende da pochi attori, più smette di essere diversificato: e quindi è più fragile.

 

WEBINAR in onda

Oggi puoi ancora accedere al webinar che ti dimostra una tendenza del mercato attuale ad assomigliare al 2000: lo facciamo con grafici e indicatori calcolati secondo scienza e non con la discrezionalità delle opinioni. 

E presentiamo quella che riteniamo l’unica soluzione possibile a tale tendenza per la gestione del nostro portafoglio.

 

P.S.: Il certificato Barclays XS3263036827 è ancora un’occasione propizia. 

Leggi l’analisi che abbiamo pubblicato al suo lancio, ora la dinamica di prezzo del certificato è tornata favorevole all’investitore.

 

 

Maurizio Monti Editore Traders' Magazine Italia

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