Il politico, storico, giornalista e militare britannico ed aristocratico Sir Winston Leonard Spencer Churchill nacque a Woodstock il 30 novembre del 1874 da Lord Randolph Churchill, importante statista conservatore. Arruolatosi nell’esercito britannico, Winston Churchill divenne famoso anche per le sue corrispondenze giornalistiche ed i libri di memorie sulle campagne da lui partecipate: la sua capacità di scrivere gli valse nel 1953 il premio nobel per la letteratura. Divenne primo ministro del Regno Unito nel 1940 per 5 anni e di nuovo nel 1951 per molti di più. Fu membro del Parlamento 2 volte: nel 1900/1922 e nel 1924/1964. Morì a Londra a 91 anni. Da primo ministro guidò il Regno Unito alla vittoria nella seconda guerra mondiale: il 10 maggio del 1940 l’esercito tedesco attaccò duramente la Francia che in sole sei settimane chiese la resa, ‘lasciando’ il Regno Unito solo contro la Germania e i suoi alleati. Hitler allora si trovava a capo di tutta l’Europa da Capo Nord ai Pirenei. Il pensiero comune dei potenti al governo inglese era favorire una pace negoziata con la Germania, ma Churchill, che aveva sempre adottato un atteggiamento duro e determinato nei confronti di Hitler e della sua avanzata, ribadì più volte, già durante la Battaglia di Francia, che il popolo inglese non si sarebbe mai arreso perché era in gioco la sopravvivenza della democrazia.Probabilmente egli aveva inquadrato fin dall’inizio il Fürher che infatti temette solo una persona: Winston Churchill

Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta

Si chiude così, con una sua celebre asserzione, il film diretto da Joe Wright e superbamente interpretato da Gary Oldman, per quasi due ore nelle vesti del controverso ministro. E il titolo del film fu ciò che Churchill disse con riferimento al particolare momento storico in cui guidò il Regno Unito contro l’offensiva tedesca, specificando che “l’ora più buia ha solo sessanta minuti” e inoltre “precede il sorgere del sole”. Questo uomo appassionato e vulcanico, sicuramente più belligerante che pacifista in nome del suo credo (“Noi non ci arrenderemo mai”: “non assisteremo allo smembramento dell’Impero”), era un inguaribile ottimista, ossia, come lui stesso affermò, qualcuno che “vede opportunità in ogni pericolo”. Difficile decidere se amarlo: non è l’eroe-tipo, non era un personaggio integerrimo, a cominciare dalla sua poca dedizione alla famiglia, almeno in confronto al tempo e all’energia volti alla vita pubblica, sua vera passione, contornata anche da una serie di donne e tradimenti. E non era mosso a pietà per la popolazione sofferente se si trattava di tenere fede a un suo ideale politico con ogni mezzo. E fumava il suo sigaro giorno e notte, beveva superalcolici anche al mattino, pare trattasse in modo irriverente chi lo affiancava o lo contestava e probabilmente era egoriferito. Ma resta l’uomo straordinario che ebbe il fegato di fronteggiare Hitler a dispetto di tutti, intuendone la smodata follia criminale.