Per offrirti il miglior servizio possibile il sito Traders' Magazine Italia utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies. Autorizzo
ABBONATI A TRADERS´

 


 


Fumo di Londra

4 aprile 2018

Theresa e Boris, un’affiatata coppia di bugiardi
No, proprio non riesco a credere alla versione del governo britannico riguardo all’avvelenamento, il 4 marzo scorso, dell’ex agente del GRU Sergei Skripal e di sua figlia Yulia a Salisbury in Inghilterra; infatti, se si usa un poco di logica, è a dir poco arduo ritenere che Putin sia stato così pazzo o stupido da ordinare, durante la campagna elettorale per le elezioni presidenziali russe, l’uccisione di una spia in disarmo ormai incapace di nuocere concretamente all’interesse nazionale della Russia; che sia stato così pazzo o stupido, ripeto, da crearsi la nomea internazionale di assassino e mandante di assassinî, nonché di “untore” di intere città inglesi. Eppure, secondo la ricostruzione dei servizi segreti di Londra, tutto condurrebbe a Mosca, quindi Putin è il mandante; in realtà, in questo duplice tentato omicidio, come negli omicidi di altri emigrati russi nel Regno Unito, le tracce che portano a Mosca sono perfino troppe, così tante che, francamente, viene da pensare che manchi solo il ritrovamento, sulla scena del crimine, di una cartolina con la foto del Cremlino, e sul retro la scritta “Saluti da Mosca” e la firma “Il Vostro caro Vladimir”. “Ma” – dicono i santoni che pontificano sui giornali – “proprio Putin aveva interesse a uccidere questi emigrati per mostrarsi ai propri connazionali, durante la campagna elettorale, come leader forte”; in realtà è facilissimo ribattere che Putin era già sicuro della vittoria alle elezioni, e soprattutto che egli non è un Kim Jong Un, non è insomma il dittatore paranoico e megalomane di uno stato piccolo e volutamente isolato; al contrario, e a dispetto di tutti i tentativi di presentarlo come una riedizione di Ivan il Terribile, il presidente russo è un leader che ha sempre voluto avere normali relazioni con gli altri Stati, e pertanto non aveva né ha alcun interesse, come detto sopra, a compromettere la propria reputazione (e quella del suo Paese) ammazzando a destra e a manca vecchi arnesi dello spionaggio russo o ex oligarchi che peraltro non contano più niente, nonché a rendersi odioso all’opinione pubblica spargendo veleni per le città occidentali, tanto più in un momento in cui buona parte degli Stati dell’Occidente sono già parecchio ostili alla Russia e la tengono sotto l’assedio delle sanzioni economiche.

Coincidenze
Per farla breve, la cosa “puzza” parecchio di complotto diretto proprio contro Putin; resta da vedere se questo complotto sia stato concepito e attuato da quelle forze che in Russia vedono l’attuale presidente troppo “molle” contro America e NATO ed hanno pertanto interesse ad approfondire ancora di più l’ostilità fra la Russia e le Nazioni occidentali (sapendo il governo inglese pronto a sfruttare l’evento in funzione anti-Putin), o se il tutto non sia addirittura una polpetta avvelenata preparata nella “cucina” dell’intelligence britannico.. Qualche malizioso ha fatto notare che, strana coincidenza, proprio a pochi chilometri da Salisbury, nel sobborgo di Porton Down, sorge il più importante centro per gli esperimenti chimici ed elettronici della Difesa britannica, il Defence Science and Technology Laboratory, un laboratorio che sarebbe perfettamente in grado di riprodurre il famigerato gas Novichok, e che peraltro ne possiede anche dei campioni, come poi ha ammesso lo stesso ministro degli Esteri britannico Johnson (v. più sotto). La formula di questo gas nervino peraltro è nota da anni, e lo scienziato russo che afferma di averla elaborata (ma altri contestano questa affermazione), Vil Mirzanyanov, espatriato negli USA dove ha scritto un libro nel quale ha anche pubblicato la formula del Novichok, e che è anche un aspro critico di Putin, sugli avvelenamenti di Salisbury ha dichiarato che il gas che ha avvelenato gli Skripal è di produzione russa, ma ha poi anche ammesso che tale sostanza può essere stata prodotta “da qualcuno che ha letto il mio libro” ; poco a sud di Porton Down, poi, c’è il Defence Chemical Bacteriological Radiological Nuclear Centre, insomma Salisbury ha, nella sua periferia, i più importanti siti della Difesa inglese contro (o per?) la guerra chimico-batteriologica ed elettronica.

Dubbi e ancora dubbi

Ma c’è molto di più; infatti bisogna aggiungere altre circostanze, che sono state messe in luce da osservatori indipendenti dopo la versione ufficiale: 1) come anticipato più sopra, lo stesso ministro degli esteri britannico Johnson, in una intervista al canale tedesco Deutsche Welle del 20 Marzo, ha ammesso che il laboratorio di Porton Down possiede campioni di Novichok (v. qui il testo dell’intervista: http://www.dw.com/en/boris-johnson-russias-position-in-skripal-case-is-increasingly-bizarre/a-43043873 ); 2) il governo britannico ha rifiutato di fornire alla Russia dei campioni sia del gas nervino ritrovato che del sangue delle due vittime, cosa invece indispensabile perché anche Mosca possa indagare e, eventualmente, confutare le accuse; 3) ancora Johnson ha detto che da dieci anni i Russi stanno progettando e accumulando sostanze simili al Novichok (vedi intervista al Guardian di due giorni prima, 18 Marzo: https://www.theguardian.com/world/2018/mar/18/russia-response-to-ex-spy-poisoning-row-futile-says-boris-johnson ), ma - si è rilevato - in questo caso il governo di Sua Maestà avrebbe dovuto informare, come era suo dovere, l’OPCW, l’Organizzazione Internazionale per la Proibizione delle Armi Chimiche (collegata all’ONU) di cui il Regno Unito è membro, e comunque avrebbe potuto denunciare pubblicamente la cosa molto prima; 4) proprio l’OPCW, invece, nel suo rapporto annuale 2017 relativo alla situazioni delle armi chimiche del 2016, con riferimento specifico alla Federazione Russa non lanciava alcun allarme, anzi dichiarava che la massima parte delle armi chimiche russe era stata distrutta (vedi sotto nella nota 1 il testo alle pagg. 10-11 del file pdf contenente il rapporto, scaricabile a questo indirizzo: https://www.opcw.org/documents-reports/annual-reports/ ); 5) Johnson, sempre nella intervista al Guardian, ha dichiarato che i campioni del gas sarebbero stati consegnati esclusivamente agli esperti della OPCW per farli esaminare, ma allora non si capisce, da un lato, perché, prima di compromettere i rapporti con il Cremlino, non si aspetti prima il responso della OPCW, e dall’altro perché – se è vero che i Russi da dieci anni stanno accumulando riserve di gas nervino e altre armi chimiche – ci si affidi ad una Agenzia internazionale che si è letteralmente lasciata ingannare da Mosca per tutto questo tempo; 6) sulle prime pareva che decine di cittadini di Salisbury (circa quaranta) avessero dovuto far ricorso a cure mediche dopo l’avvelenamento degli Skripal, mentre in realtà a tutt’oggi gli unici colpiti dal gas sono appunto i due Skripal e il poliziotto che li ha soccorsi; peraltro quest’ultimo è stato dimesso; 7) non si dice che Skripal è legato a filo doppio a Pablo Miller, l’agente dell’MI6 Britannico (proprio lo spionaggio, non il controspionaggio, che è l’MI5) che lo aveva reclutato, e che poi è stato coinvolto nella redazione del “dossier Steele”; questo dossier, ricordiamo, era stato confezionato da un altro ex agente dei servizi segreti britannici, Christopher Steele, pare su commissione dell’entourage di Hillary Clinton, con il fine preciso di screditare Donald Trump durante la campagna elettorale presidenziale, “rivelando” rapporti compromettenti fra Trump e il governo di Mosca; il dossier poi si è rivelato inattendibile, e comunque questa pista di indagine, che pure sembra essere interessante, non pare essere stata ancora presa nella dovuta considerazione.

Nota 1:  “In 2016, the Secretariat verified the destruction of 1,772.979 MT (metric tonnes, ossia: tonnellate – N.d.S.) of Category 1 chemical weapons at the Kizner CWDF (ossia: chemical weapons destruction facility – N.d.S.)) in the Udmurt Republic, the Russian Federation. This brought the total amount destroyed to 38,528.493 MT, or 96.40% of the declared Category 1 chemical weapons. The Russian Federation had already destroyed all of its declared Category 2 and Category 3 chemical weapons.”

Complotto a Kiev
Ma le operazioni sporche elaborate a scopo antirusso dai servizi segreti occidentali dopo – ripeto – dopo la fine del Comunismo non sarebbero una novità, basti ricordare quello che accadde in Ucraina; infatti, come pare emergere dall’inchiesta di un esperto corrispondente di guerra, il giornalista Gian Micalessin, quei famosi cecchini che il 20 Febbraio 2014 spararono sulla folla radunata in Piazza Maidan a Kiev non erano veri poliziotti al servizio del governo filorusso di Yanukovych, bensì agenti provocatori lituani e georgiani che, pagati dall’ex presidente georgiano Michail Saakashvili (ostile alla Russia tanto da scatenare la guerra per l’Ossezia del Sud nel 2008) e assistiti da un ufficiale americano, avevano l’incarico di sparare indistintamente sulla folla al fine di creare un’ondata di indignazione appunto contro Yanukovych, che infatti dovette scappare dal Paese; seguì un nuovo governo che, naturalmente, chiese l’ingresso dell’Ucraina sia nella Unione Europea sia nella NATO. Chi volesse approfondire la cosa, può leggere l’articolo di Micalessin, pubblicato nel Novembre 2017, sul sito “Gli occhi della guerra”: http://www.occhidellaguerra.it/ucraina-le-verita-nascoste-parlano-cecchini-maidan/, o vedere questo filmato su YouTube tratto dalla trasmissione Matrix: https://www.youtube.com/watch?v=gwoV03ijSoI .

Tirando le fila

Insomma, il sospetto è che America e Gran Bretagna – alle quali, e contro i rispettivi interessi nazionali, si stanno scioccamente accodando Francia e Germania più l’Italia dell’irrilevante Gentiloni – ricorrano a tutto pur di contrastare e isolare la Russia, cosa che serve egregiamente a mantenere il predominio sul nostro Continente, poiché non c’è niente di meglio che una Russia feroce, aggressiva e ostile per giustificare tutte le basi militari americane in Europa (mai tanto numerose come DOPO la fine dell’Unione Sovietica) e, naturalmente, le sanzioni economiche, di cui proprio in questi giorni – guarda caso dopo il caso Skripal - si sta minacciando l’inasprimento; e poiché le sanzioni, oltre a colpire la Federazione Russa, si ritorcono immancabilmente contro le economie europee rendendole ancora più dipendenti dal mercato americano, non ci vuole un genio per capire chi sia il vero bersaglio di tutto questo: noi Europei del continente. Purtuttavia, mentre scrivo, sono già in corso le espulsioni dei diplomatici russi da parte di quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea e della NATO, e questo, come detto, prima che si sia ottenuta alcuna prova certa del coinvolgimento del Cremlino nei fatti di Salisbury.

E, per finire, alcune domande

Ma perché la maggior parte dei mass media, che si beano di essere il “cane da guardia” della democrazia, e che in maggioranza sono di orientamento “liberal” cioè “progressista”, sono ora così guerrafondai contro la Russia (mentre non lo erano affatto quando invece c’era il Comunismo)? Perché, soprattutto, invece di seminare dubbi sulla versione ufficiale di Londra la sposano in modo così acritico? Che interessi inconfessabili ci sono dietro questa coro di “dàgli a Putin”? Perché si scagliano contro la presunta ondata di fake news che verrebbe da Mosca e poi si prestano a credere (e a far credere) a qualsiasi cosa provenga dall’Intelligence Service? Vogliamo ricordarci di quando quasi tutti i mass media, alla vigilia della guerra contro la Libia, vollero presentare le tombe di un cimitero di Tripoli come le fosse comuni di Gheddafi? Vogliamo ricordare quando (quasi) tutti si accodarono all’arcimascalzone Sarkozy e alla criminale Hillary Clinton in quella sciagurata guerra che portò poi la Libia nel caos, l’Isis alle porte di casa nostra e decine di migliaia di clandestini sulle nostre coste? Chi, di tutti questi “giornalisti dalla schiena dritta” (come si vantano di essere, mentre in realtà sono dei pennivendoli) ebbe il coraggio di dire che l’allora presidente della Repubblica Napolitano, spingendo per una guerra contraria all’interesse nazionale dell’Italia, si stava macchiando di qualcosa che assomigliava pericolosamente a quello che un tempo si definiva alto tradimento? Perché la maggior parte dei nostri mass media, come se ci fosse una regia unica dietro tutto questo, vanno immancabilmente a rimorchio di chi ci trascina in avventure sciagurate?

Trame, complotti e fantasie cospirative

Si obbietta, da parte dei saccenti spocchiosi che vantano, naturalmente, “vaste relazioni internazionali”: “Ma questo supporre una regia unica è complottismo, dietrologia, ecc.” Sarà… Ma, per passare dai mass media ai politici, ci si dovrà pur chiedere perché le pretese élites occidentali, ormai da quasi un ventennio fanno l’esatto contrario di quello che conviene ai loro Paesi. Ora, per quanto riguarda Regno Unito e America, si può anche capire che vi sia rivalità geopolitica con la Russia; c’era infatti già fra la fine del secolo decimonono e l’inizio del ventesimo, ben prima del Comunismo, quando l’Impero Britannico era in lotta con l’Impero degli Zar per il controllo dell’Asia Centrale, e gli Stati Uniti vedevano con benevolenza l’ascesa del Giappone come contrappeso alla potenza dello Zar (nel 1904 un consorzio di banche americane finanziò generosamente la guerra dell’Impero Nipponico contro quello Russo). Si aggiunga pure il fatto che, da sempre, le grandi potenze marittime (come lo era l’Impero Britannico e lo sono gli Stati Uniti dal 1945 in poi) sono rivali delle grandi potenze terrestri (ieri soprattutto della Germania, oggi della Russia); ma perché mai dei Paesi dell’Europa continentale quali la Francia e la Germania, che avrebbero avuto e avrebbero tutto l’interesse, dopo la caduta del regime sovietico, a stabilire pacifici rapporti con la Russia (peraltro dotata di enormi risorse), devono invece fare ottusamente gli interessi delle potenze marittime anglosassoni? Da dove viene mai un così patente, sfacciato, assurdo tradimento degli interessi dei nostri Paesi? Certo, ci sono i soliti maligni che tirano in ballo l’appartenenza a certe “fratellanze” internazionali... Ma io, che credo solo a quello che vedo, non mi azzardo a fare certe ipotesi; di una cosa però si può essere sicuri, ed è che qualsiasi storico che studierà gli eventi di questa nostra epoca non riuscirà forse mai a capire come intere classi dirigenti abbiano potuto agire in modo così cieco contro l’interesse dei propri Paesi… Oppure invece ci vedevano benissimo?

                                                                                                    Luigi Tirelli       


 


Poscritto scherzoso ma non troppo
Se a qualcuno – a Londra o altrove – venissero strane idee, tengo a precisare che non sono né depresso né affetto da malattia letale, quindi sarebbe alquanto inopportuno farmi ritrovare “suicidato” ; inoltre la mia automobile è costantemente revisionata (freni compresi), e – se poi mi si volesse attaccare con la diffamazione personale mettendo immagini pedopornografiche nel mio pc o bustine di droga in casa o in macchina – metto subito le mani avanti dichiarando che non ho questi vizi. Ci siamo capiti?


 
Nato in Reggio Emilia il 5/09/1967
Maturità Classica al Liceo L. Ariosto di Reggio Emilia Premio Straordinario Lyons Club di Firenze al Certamen Classicum Florentinum anno 1986 Laurea in Giurisprudenza all’Università di Modena Avvocato del Foro di Reggio Emilia
Vive e lavora in Rubiera (RE)

Seguici su Youtube 

 

Newsletter

Iscriviti alla Newsletter per rimanere aggiornato su nuovi articoli, riviste ed eventi



Iscriviti alla newsletter

Ultimo numero

Traders' Numero 3 - Marzo 2018FIDArating Analysis: Finanza Dati Analisi Una strategia per strangolare Eurostoxx50 e Mini S&P500 Basics: La scelt...

Ultimo numero

Investors'INVESTORS’ Magazine
La rivista per l'investitore, il risparmiatore, il promotore e il consulente finanziario.

Investors'

La frase celebre 

 

Shop

Accedi alla sezione Shop di Traders' Magazine
Seleziona una categoria oppure utilizza la ricerca per trovare i tuoi prodotti

Shop

Archivio

Consulta l'archivio di Traders' Magazine
Seleziona l'anno e la rivista di tuo interesse

Archivio

Made by Imprimis

 
TRADERS' e' la guida perfetta per coloro che guardano al trading professionalmente
La rivista più diffusa e letta in Europa, ora è finalmente arrivata anche in Italia
INVESTORS’ porta in Italia la grande Cultura europea del risparmio gestito
Consulta l'archivio di Traders' Magazine
Non perdere gli eventi organizzati da Traders' Magazine
Accedi alla sezione Shop di Traders' Magazine