Recensione del film con Christian Bale nei panni di Dick Cheney già vincitore del Golden Globe

Dick Cheney viene, in questo film documentario, scritto oltre che diretto da Mckay, che, nel 2015, scrisse e diresse anche ‘La grande scommessa’ vincendo l’Oscar alla migliore sceneggiatura non originale e venendo nominato come miglior regista, raccontato dalla giovinezza all’intervento chirurgico con trapianto di cuore. Oggi Richard Bruce Cheney, nome completo, ha 77 anni. La sua è una personalità come lui stesso nel film si definisce da servitore, al servizio però non di qualsiasi persona o entità, ma del potere e di chi lo rappresenta e gestisce. Così il vero step iniziale in salita è per Dick la sua collaborazione con l’advisor economico di Nixon, Donald Rumsfeld. E così la sua competenza politica si accresce e, nonostante Rumsfeld venga allontanato da Nixon che intende bombardare la Cambogia, quando il Presidente dà le dimissioni, entrambi Rumsfeld e Cheney tornano al potere, l’uno con la carica di Segretario alla Difesa e l’altro di Capo di gabinetto della Casa Bianca per il neo-presidente Gerald Ford. Sotto il successivo, Jimmy Carter, Cheney mira a diventare rappresentante del Wyoming, ma in uno dei comizi viene colpito da un primo infarto: ne avrà 5 nella sua vita fino al trapianto fortunato. Sarà la moglie, Lynne, a prendere in mano le redini dei comizi elettorali e a ottenere un certo successo per il marito e un seggio nella Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti.

Si susseguono Reagan e, durante la Guerra del Golfo, G. H. W. Bush, dopo il quale Cheney si vorrebbe candidare alla presidenza, ma, per il bene della figlia frattanto dichiaratasi gay, per evitare eventuali attacchi dei media per minare la candidatura del padre, si ritira dalla vita pubblica. E siamo a Bill Clinton, sotto la cui presidenza Cheney diventa l’AD dell’azienda multinazionale statunitense Halliburton, con sede a Houston in Texas e operante in oltre 120 Paesi, specializzata in lavori pubblici e sfruttamento dei giacimenti petroliferi. Quando ‘sale al trono’ Bush junior, non proprio un esempio di abilità governative, Cheney viene dallo stesso invitato ad affiancarlo come Vice, da cui il nome del film di Mckay. Siamo nel 2000 e Dick, inizialmente riluttante anche su pressione della moglie che gli vorrebbe far rifiutare l’incarico perché quasi solo nominale, decide di accettare a fronte eccezionalmente di alcune responsabilità esecutive che egli pretende su politica energetica e estera. Lavorerà con Rumsfeld, Segretario alla Difesa, e con David Addington, consulente legale, e Scooter Libby, capo del suo staff. L’anno successivo, quel maledetto 11 settembre, Cheney e Rumsfeld ordinano l’invasione di Afghanistan e Iraq. Purtroppo, proprio quest’azione violenta segnata da moltissime morti di civili e torture verrà vista come ciò che poi determinò l’ascesa dell’Islam sotto Saddam Hussein. Cheney si divise sempre fra lavoro, famiglia e grossi problemi cardiaci. Il film si conclude con un monologo in cui egli afferma di avere agito bene.

F1) Locandina del film e trailer
La locandina del film “Vice” di Adam Mckay
Fonte: www.cinema4stelle.it/immagini/vice.jpg
Trailer del film: www.youtube.com/watch?v=aSGFt6w0wok


Il potere e la famiglia, il pubblico e il privato
La figura di Cheney è particolare, perché, se un ragazzo buttato fuori dagli studi universitari perché colto spesso imbottito di alcol, anche alla guida della sua auto, e messo all’angolo dalla fidanzata, riluttante ad accettarlo alcolizzato e perdente, perché figlia di una coppia in crisi e di un padre violento, nonché desiderosa di una vita di successo, arriva alla Casa Bianca, un plauso alla capacità e alla determinazione gli va fatto sonoramente. Cosa esattamente egli faccia per essere scelto si può tradurre in abilità al servire i potenti, come detto, e a capirne (o carpirne) le necessità. Bush figlio, per esempio, a lui pare chiaramente in cerca di un apprezzamento e di una vera emancipazione dal padre, quando gli chiede di ricoprire la carica di Vice, ossia di fargli da guida in questo cammino. E, a proposito delle novità che Cheney introduce nel ruolo di Vice Presidente, attribuendogli ben maggiori poteri e responsabilità, va detto che altri sono stati gli apporti e le proposte, talvolta sostanziali, di Cheney.

Si pensi al suo sostegno alla Teoria Esecutiva Unitaria (una teoria della legge costituzionale americana secondo cui il Presidente possiede il potere di controllare l’intero ramo esecutivo) e al CIA-gate. Quanto invece al privato di Dick, la famiglia che lui crea con l’amata Lynnie è fatta, oltre che dalla coppia, da 2 figlie, una delle quali, Mary, è gay ed è in costante tensione con l’altra, Liz, quanto all’ammissione dei matrimoni omossessuali. Mentre Dick governa la Halliburton, sua moglie alleva golden retriever e scrive libri. Dopo alcuni infarti, viene diagnosticato che il cuore di Dick è da sostituire, cosa che fortunatamente è possibile e avviene nel marzo 2012. Nel film, a salvarlo, senza saperlo, è il giornalista Kurt che muore per uno schianto tremendo in strada, dove viene investito. Così, dopo 20 mesi di attesa, arriva il nuovo cuore di e a Cheney. Nella realtà, non si conosce il donatore.

L’intervento avviene all’ospedale Inova Fairfax di Falls Church, in Virginia, dove arriva con due angioplastiche e un bypass del 1988 e un pacemaker dell’anno prima di essere operato. Oggi, Cheney sta bene. Poco tempo dopo l’intervento, Dick acconsente che la figlia Liz si posizioni pubblicamente contro il matrimonio fra persone dello stesso sesso, venendo così eletta (come il padre in precedenza) membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato del Wyoming. Ciò dà origine a una divisione interna alla famiglia Cheney, da un lato Liz e dall’altra Mary pro-matrimoni fra omosessuali.

F2a) Il bravissimo protagonista, Christian Bale, nel confronto fotografico con il vero Dick Cheney
Fonte: https://images2.corriereobjects.it/methode_image/2018/12/27/Spettacoli/Foto%20Spettacoli%20-%20Trattate/bale-kv1-U3080879526751qSD-1224×916@Corriere-Web-Sezioni-593×443.jpg?v=20181227082021
F2b) L’incredibile trasformazione di Bale nel Vice di Bush. Candidatura all’Oscar.
Fonte: https://media.vanityfair.com/photos/5bb390a6d23564139e45ce62/master/w_768,c_limit/l-Bale-Cheney-Portrayal.png

La regia e il cast
Il regista, che sembra prendersi un po’ gioco del pubblico, fare il burlone senza essere offensivo, perché crea un paio di finali fittizi a metà e alla fine del film, riunisce in ‘Vice’ un cast notevole, dai protagonisti Bale e Adams, all’ottimo caratterista Steve Carell, all’eccezionale interprete, specie di personaggi dalle capacità logico-intellettive discutibili, Sam Rockwell, a Jesse Piemons alias Kurt, il giornalista, a una sempre bella e brava Naomi Watts in un ruolo minore, ma, si sa, non ci sono piccoli ruoli, bensì piccoli attori. Carell è Donald Rumsfeld, Rockwell è G. W. Bush, Bale e Adams, rispettivamente, Richard e Lynnie Cheney. Compare anche Alfred Molina. E a proposito di Rockwell, ricordo che ottenne l’Oscar come miglior attore non protagonista per il difficile ruolo del poliziotto di ‘Tre manifesti a Ebbing, Missouri’ (www.traders-mag.it/tre-manifesti-ebbing-missouri-mcdonagh-basile-html/) ; (www.youtube.com/watch?v=Fdy3bijY0sA ).

F3) Un Cast eccezionale per il film su Dick Cheney
Il cast davvero di livello del film: attorno al regista Adam Mckay, al centro, da sinistra Sam Rockwell, Amy Adams, Christian Bale e Steve Carell. Nel film anche Naomi Watts.
Fonte: https://cdnph.upi.com/collection/ph/upi/11847/af18d7b2963d77e91b9b796a441c0380/The-cast-of-Vice-attends-the-premiere_1_1.jpg

Vederlo?
Sì. Perché racconta un pezzo di storia americana, importante, moderna e d’impatto pur sempre universale, anche visto che è incluso il terribile settembre 2001. Quando l’arte e nel caso di specie il cinema serve la causa della cultura e della sua diffusione ha un valore a prescindere dalla sua resa e da se piaccia a tutti o a pochi. Non dò un voto molto alto a ‘Vice’ di Mckay, personalmente, ma invito ad andarlo a vedere, perché la narrazione vuole essere veritiera. Voto: 7.

F4) Il Golden Globe in mano al protagonista Bale
Il protagonista del film con in mano il meritato Golden Globe per ‘Vice’.
Fonte: www.tpi.it/app/uploads/2019/01/christian-bale-satana.jpg

F5) Il bravissimo co-protagonista di ‘3 manifesti a Ebbing Missouri’ nel ruolo di George W. Bush
La somiglianza ottenuta fra G. W. Bush e il suo formidabile interprete Sam Rockwell.
Fonte: https://s.yimg.com/ny/api/res/1.2/_zO0grrtDf6OgyR63XFcqA–~A/YXBwaWQ9aGlnaGxhbmRlcjtzbT0xO3c9ODAw/http://media.zenfs.com/en-US/homerun/people_218/0a7672ae3064bffe43008d1ff38d9919

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Inoltre collabora con la Comunicazione corporate di un’azienda. E’ Life Coach ICF e dal 2018 Mediatore giudiziario. Presiede l’Associazione filodrammatica Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, “Dolores”, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
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