Recensione del film vincitore dell’ultimo film-festival di Venezia che punta dritto agli Oscar 2019

L’ultimo film del regista vincitore nel 2014 dell’Oscar alla miglior regia per ‘Gravity’ con Sandra Bullock, nonché primo regista messicano a vincere l’ambita statuetta, ci introduce ipoteticamente nel quartiere di Città del Messico che ha lo stesso nome della nostra capitale, ma sostanzialmente in una famiglia borghese locale, formata da padre madre e 4 figli e da 2 donne, l’una domestica (Cleo) e l’altra collaboratrice (Adela) e da un cane, Borras, che salta felice a qualsiasi suonata di campanello, sempre speranzoso che qualcuno prima o poi lo lascerà uscire dal luogo destinato, oltre che a lui, all’automobile di casa, fra l’altro troppo larga per quello spazio. Siamo negli anni 70. La famigliola è unita, all’apparenza, è felice, così sembra all’inizio del film, è severa nei confronti delle 2 donne appartenenti alla popolazione mixteca, ma in vero le ama davvero. La figura maschile non esce bene dal film, perché, se da un lato un coetaneo di Cleo la seduce e non riconosce la paternità del nascituro, abbandonando e maltrattando la ragazza, da un altro lato il marito capofamiglia, che viaggia molto per lavoro, in realtà abbandona, non la città o il paese, ma la moglie e i figli per un’amante che vive nello stesso quartiere e arriva a svuotare la casa di famiglia di tutto ciò che ritiene suo: mobili, oggetti, vestiti e soprattutto una libreria, che, fin dalle prime inquadrature del salotto, volutamente non passa inosservata agli occhi dello spettatore. L’assenza della libreria darà, infatti, a quest’ultimo quel senso di privazione di chi, dall’oggi al domani, trova la propria casa ‘alleggerita’ se non del tutto svuotata e quella tristezza legata a ciò che, pur essendoci stato per una vita, d’improvviso non c’è più. Tornando al marito, nessuna pietà per i bambini, neppure per il maschio più sensibile, che piange a dirotto quando la madre è costretta a comunicare all’intera famiglia che l’uomo di casa non ci sarà più. C’è un membro importante della famiglia che non ho ancora menzionato e che, nel corso del film, passa da personaggio quasi secondario a presenza fondamentale della casa, caratterizzato dalla forza della sua generazione: la nonna.


F1) Locandina del film e trailer

La locandina del film “Roma” di Alfonso Cuarón.
Fonte: https://pad.mymovies.it/filmclub/2018/03/160/locandina.jpg
Trailer del film: www.youtube.com/watch?v=XtpgbFT-Abc


La forza delle donne e del
la famiglia, anche in senso lato
Quando Cleo resta incinta e va a parlarne con la Signora, la mamma dei quattro bambini per intenderci, si aspetta o comunque teme di essere messa per strada, di essere licenziata, perché naturalmente non potrà più seguire le faccende di casa o i bambini. Invece la risposta della donna è un abbraccio, inoltre le fissa un appuntamento per una visita medica specialistica presso l’ospedale della città, dove l’accompagna. Quando Sofia realizza che il suo matrimonio è fallito, che il marito è del tutto perso, che la famiglia sarà a suo carico anche in parte economicamente, non cede alla sofferenza, non fa capire nulla ai figli, non manda via per motivi di soldi le due donne considerate membri effettivi della famiglia, non cerca soddisfazioni altrove rinunciando alla serenità e alla sicurezza della sua famiglia e della casa ma si fa forza, anche grazie a sua madre, la nonna, che sorregge, oltre a Sofia, Cleo e che dà disciplina in casa. Il film non è certo femminista ma mette in evidenza una tenacia e un’intraprendenza, quelle delle donne che non si abbattono facilmente. Si nota già dalle prime scene del film, quando una delle bambine gioca con uno dei bambini nel cortile: il gioco è rincorrersi come se si avesse un’ arma da fuoco in mano e ‘sparare’ per primo/a all’altro/a vincendo in velocità. Vince lei, ma lui risponde ‘No! le regole le faccio io’. Così la bimba si stende e alle domande di Cleo non risponde spiegando a un certo punto che lei non può rispondere perché ‘estoj muerta’. Ma non ne è poi così convinta. Un altro momento toccante che denota questo tema si concretizza nel salvataggio dalle onde del mare, quando la famiglia, decapitata della figura paterna, si trova al mare, di 2 bambini ad opera di Cleo, che non sa nuotare, ma ha il pronto coraggio di rischiare la sua vita per coloro che la amano, particolarmente per chi lo fa con sincera ingenuità. La forza delle donne non è qui escludente il resto del mondo ma costruttiva e auspicabile.


F2) Due bei momenti del film

Le figura 2a e 2b mostrano due bei momenti del film tutti o quasi gli attori principali.
Fonte: www.lascimmiapensa.com/wp-content/uploads/2018/12/roma-alfonso-cuaron_jpg_750x400_crop_q85.jpg
Fonte: https://blog.screenweek.it/wp-content/uploads/2018/10/ROMA.jpg

Il regista e gli attori. E il pubblico in sala
Nel settembre 2018, questo film è stato proclamato vincitore della Mostra internazionale del cinema di Venezia e Alfonso Cuarón ha ricevuto nelle sue mani l’ambitissimo Leone d’oro dal presidente della giuria, Guillermo del Toro, che l’anno prima aveva vinto lo stesso premio con «La forma dell’acqua», poi trionfatore agli Oscar. ‘Roma’ però non è stato premiato a sorpresa perché i pronostici gli erano tutti a favore nonostante la produzione non cinematografica ma televisiva a un festival del cinema, ne era infatti scaturita una polemica. Il film è, cioè, prodotto per lo streaming. La motivazione della scelta è da ricercarsi nel fatto di avere dato vita ad un’opera d’arte sui cambiamenti all’interno di una famiglia borghese e sui cambiamenti all’interno del Paese, tutti filtrati dallo sguardo di una cameriera che osserva ciò che sta accadendo dentro e fuori dal suo contesto domestico e lo fa attraverso un uso particolare della telecamera. Un uso che fa entrare lo spettatore nelle vicende famigliari e storico-sociali dell’epoca lentamente senza mai annoiarlo, coinvolgendolo sempre più e facendolo infine sentire un membro di quella famiglia unita a dispetto di tutto. E il grande merito va ad Alfonso Cuarón, ora conclamato regista, entrato di diritto nell’Olimpo dei cineasti contemporanei e tre volte vincitore, proprio con ‘Roma’, alla notte degli Oscar per regia, fotografia e miglior film straniero. Anche il cast ha ricevuto delle candidature all’Oscar: si tratta delle brave Yalitza Aparicio e Marina de Tavira per le loro credibilissime interpretazioni, rispettivamente, di Cleo e Sofia. Questo bel film in bianco e nero riesce ad appassionare il pubblico per oltre due ore coinvolgendolo con le piccole ‘cose’ di tutti i giorni, con la ripetizione dei gesti quotidiani, con ciò con cui ciascuno di noi può riconoscersi, oltre che con quella nostalgia dei tempi passati che qui viaggia per quasi cinquant’anni. Il secolo scorso che emerge dal film, seppure ambientato in Messico, è familiare a tanti di noi per via delle macchine di allora e dei telefoni fissi in casa, quelli a disco, e di altri dettagli che spuntano qui e là e che ricordano ad alcuni gli anni della loro giovinezza e ad altri quelli della loro infanzia.


F3) Cast del film

Il cast premiato del film ‘Roma’.
Fonte: www.sopitas.com/wp-content/uploads/2018/10/Alfombra_Roma-9.jpg


Vederlo?

Sì. Perché il film può piacere molto oppure no, ma è sicuramente da vedere al cinema, per essere presi dallo stesso, per entrarci dentro, o per dimenticare di essere seduti davanti a un grande schermo. Infatti è ciò che accade grazie all’ottima regia. Cuarón è anche sceneggiatore del film e per una volta abbiamo un bravo regista che è anche bravo a delineare i personaggi nero su bianco, a disegnarne un arco temporale, a mettere loro in bocca le parole migliori per esprimersi. Ma la storia vera e propria, intesa come trama con un suo sviluppo, forse è un pò carente e forse volutamente, forse perché ciò che preme al regista è l’evoluzione soprattutto dei rapporti interpersonali in seguito ad alcuni fatti. In tutta onestà, io non ho mai creduto che l’Oscar come miglior film sarebbe andato a ‘Roma’, dato il parterre dei film in concorso e soprattutto visto ‘Green book’ che da subito è stato il mio nr. 1, mentre comprendo maggiormente la vittoria del film di Cuarón allo scorso festival di Venezia. Roma è senz’altro un bel film cui personalmente do’ 7/8

F4) Il regista del film, Alfonso Cuarón


Il regista del film, Alfonso Cuarón, in un momento al lavoro.
Fonte: www.sentieriselvaggi.it/wp-content/uploads/2018/07/screen-shot-2017-05-15-at-8-09-10-am.png

F5) Il quartiere Roma a Città del Messico

Un’immagine del quartiere di Città del Messico che dà il nome al film, Roma.
Fonte: https://c8.alamy.com/compit/h6w2dj/colima-street-negozi-e-abitazioni-in-roma-quartiere-di-citta-del-messico-h6w2dj.jpg

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Inoltre collabora con la Comunicazione corporate di un’azienda. E’ Life Coach ICF e dal 2018 Mediatore giudiziario. Presiede l’Associazione filodrammatica Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, “Dolores”, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
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