ROCKETMAN di Dexter Fletcher

Recensione del film sugli esordi di Reginald K. Dwight noto al mondo intero come Elton John

Nasceva nella Londra nordoccidentale del 1947, nella zona di Pinner e non proprio in situazione di estremo agio. Ma, soprattutto, Reginald Kenneth, figlio di Stanley Dwight, un pilota della Royal Air Force, e Sheila Eileen Harris, aveva come padre un uomo duro e anaffettivo e come madre una donna infelice che cercava attenzioni fuori casa e aveva anche due nonni, un pò più premurosi, nella casa dei quali viveva con i genitori e… iniziava a suonare il piano, improvvisando e imitando le melodie sentite, a soli 3 anni. Nonostante una famiglia d’origine non all’altezza della sensibilità del bambino poi ragazzo, Reginald ebbe la fortuna di avere due genitori che, in quanto interessati alla musica – in particolare il padre era stato un trombettista in una band – e collezionisti di dischi celeberrimi ancor oggi, come quelli di Elvis Presley, lo avviarono alla musica. Madre e nonna in lui avevano visto subito un potenziale. Elton John – pseudonimo che si diede a un certo punto il giovane Reginald – sarebbe diventato una delle più acclamate star mondiali e tuttora una leggenda della musica e del rock, attraversando un percorso di vita difficile segnato da una grandissima e profonda solitudine, causata dal pessimo rapporto famigliare e peggiorata dal successo e dalle cattive frequentazioni, insomma dalla mancanza di riferimenti solidi e dalla sua incapacità talvolta di valutare le persone vicine, come l’amico Bernie Taupin, sinceramente legato a lui e suo vero estimatore e collaboratore, conosciuto a 20 anni e ancora oggi presente.

 

F1) Locandina del film e trailer

La locandina del film “Rocketman” di Dexter Fletcher.
Fonte: https://specials-images.forbesimg.com/imageserve/5cf16a519736330008aaaf14/960×0.jpg?cropX1=24&cropX2=1084&cropY1=0&cropY2=59
Trailer: www.youtube.com/watch?v=qNUiVJkD2Ds


La solitudine dei numeri primi
I numeri primi sono divisibili solo per 1 e per se stessi, mentre quelli composti lo sono per più divisori; così due numeri primi viaggiano paralleli senza mai unirsi. Più soli di questi ultimi e d’altra più unico ancora vi è solo un numero: l’1. Elton John fu senz’altro un numero 1. Elton, o meglio il piccolissimo figlio unico senza fratelli e forse senza un granché di genitori Regi o Reginald, stando al film ed è plausibile fu motivato al suo percorso artistico anche da un desiderio forte di riconoscimento, di essere ascoltato e in ultima analisi di Amore. ‘Mi dai un abbraccio?’ chiede Regi al papà, burbero e inscalfibile nel suo glaciale distacco dal bambino, e glielo richiede da più grande. Non succederà mai. Solo quando Elton darà quell’abbraccio a se stesso, a sé piccolo, a Reginald, solo quando questa riappacificazione affettuosa accadrà, il cantante inizierà una vita finalmente in discesa, perché per arrivare a farlo avrà combattuto contro l’autodistruzione e l’avrà vinta, scegliendo di vivere e di accettarsi e così amandosi. Oggi il compagno di Elton John è lo stesso dal 1994 ossia da ben 25 anni. Non si può chiedere ad altri ciò che non si riesce nemmeno a capire. Non si può pretendere che altri ci apprezzino se non lo facciamo noi per primi. Ma tutto ciò richiede una lotta e una risoluzione, una guerra e una pace, dentro e fuori. Ci sono quarantenni, cinquantenni e forse ultrasessantenni che ancora vivono nel disequilibrio fra un ologramma di se stessi in società e il loro incubo interiore coperto da un’estetica, da una posizione professionalmente stimata, da una parvenza socio-economica e così via. La solitudine intrinseca di questi individui è palpabile e assai dannosa anche per chi ha la sfortuna di imbattersi in loro. Soli ed egoisti. L’artista è per definizione generoso e un pò ingenuo perché talvolta avvolto dalle logiche della sua arte e protetto dalle pareti della sua casa artistica e ha un progetto: realizzarsi attraverso la sua arte. E chi fa arte la fa per gli altri oltre che per sé o non funzionerebbe. La profonda solitudine di Elton John si è trasformata in incredibile creatività a vantaggio del mondo intero. Se non avessimo canzoni come ‘Your song’ o ‘Candle in the wind’ (le mie preferite!), avremmo un pò meno di grande storia della musica.

 

F2) Un commovente momento del film con un bel primo piano del protagonista

Un momento del film e un primo piano commosso dell’attore Taron Egerton.
Fonte: https://pmcvariety.files.wordpress.com/2019/05/rocketman_new2.jpeg


I passi verso l’onnipotenza rockettara
Siamo nel 1954 e Elton ha solo 7 anni e inizia a prendere lezioni di pianoforte. A 11 anni riceve una borsa di studio per poter frequentare la Royal Academy of Music. A 15 anni, mentre frequenta la Pinner County Grammar School, realizza che una carriera nella musica è ciò che desidera davvero nonostante o forse proprio per la sfiducia del padre nei suoi confronti. Nel ‘62 Elton forma la sua prima band chiamata The Corvettes, lui al pianoforte elettrico. L’anno dopo la band cambia nome in Bluesology e acquisisce importanza, infatti spuntano fuori tappe in giro per i concerti. È del 1965 il loro primo 45 giri e si chiama Come back baby. Dopo altre vicissitudini, Elton, che ambisce a un maggiore successo personale, prova la strada del solista nel ’67, anno in cui incontra colui che gli resterà amico per sempre e con il quale creerà un sodalizio vicente: Bernie Taupin. È lunga la strada per i due tuttavia: le loro canzoni, scritte da uno e cantate dall’altro, non ‘arrivano’, perché tacciate di non essere orecchiabili. L’incontro con la Dick James Music Records è, però, d’aiuto: incidono molte canzoni per questa casa discografica che non riesce a farli decollare ma crede in un talento, quello particolarmente di Elton, acerbo ma consistente. Nel 1970 le cose iniziano a cambiare. Nota è l’esibizione al Troubadour di Los Angeles dopo la quale la critica parla di ‘erede dei Beatles’ e astro nascente del rock. Sembra che lo stesso John Lennon, dopo lo scioglimento dei Beatls e ascoltando ‘Your song’, sia rimasto colpito dalla novità, una melodia che Elton John avrebbe composto in soli 10 minuti. Siamo nel 1972 e debuttano la Elton John Band e il primo singolo intitolato Rocket man, destinato a essere un evergreen e allora primo nelle classifiche USA. Il 1974 è segnato da una collaborazione con l’indimenticabile John Lennon e dal primo greatest hits di Elton. È nel 1975 con “Captain Fantastic and the Brown Dirt Cowboy” che il cantante viene internazionalmente consacrato. Celeberrime furono Don’t go breaking my heart l’anno dopo e Sorry seems to be the hardest word nel 1977, ma in quel periodo della sua vita Elton è anche in preda a droghe e alcol che, insieme alla sua dichiarazione di essere bisessuale, causano e/o coincidono con un calo delle vendite. Gli anni 80 sono segnati da alti e bassi mentre gli anni 90, svolta fondamentale per la sua vita, dalla disintossicazione definitiva da alcol e droghe. Nel 1994 vince l’Oscar per Can you feel the love tonight uno dei brani dell’intramontabile Il Re leone. È il 1997 quando i suoi due cari amici Gianni Versace e Diana Spencer muoiono tragicamente e per lei lui riscrive e intona Candle in the wind al suo funerale: questo ricordo ci tocca ancora in molti. Arrivando all’ 8 dicembre passato, quella è stata la data ufficiale d’inizio dell’ultimo concerto del grande pianista oggi 72enne di Pinner, intitolato “Farewell Yellow Brick Road” destinato a chiudersi alla fine del 2021 dopo circa 300 date. Anche nella sua vita personale si è realizzato Elton: con il compagno David Furnish, sposato dopo anni di convivenza nel 2014, ha formato una famiglia con 2 bambini, oggi di 9 e 6 anni. Così in luogo di quella grande solitudine distruttiva è arrivato l’amore.

 

F3) Il cast principale del film con un intruso speciale

Il cast del film ‘Rocketman’ con la presenza speciale di Elton John.
Fonte:www1.pictures.zimbio.com/gi/Bryce+Dallas+Howard+Giles+Martin+Rocketman+N6qMWjQsZGsl.jpg

 

Vederlo?
Ritengo di sì, senza peraltro voler vendere un’impressione eccezionale di questo film. Sì, perché racconta ciò che in molti non sappiamo e soprattutto la vita, l’umanità e il vero percorso psico-emotivo oltre che strettamente professionale di un cantante, di una star mondiale e perché no? di un uomo, di un uomo solo. E come sempre w il cinema, quello intelligente, quello che ci rende consapevoli e più colti e che ci fa riflettere. Il mio voto è 7, ma al vero Elton John io dò un bel 10!

 

F4) Gli Elton John cinematografico e reale

Nelle figure 4a e 4b Taron Egerton a sinistra e il vero Elton John (da lui interpretato) a destra.
Fonte: http://cdn01.cdn.justjared.com/wp-content/uploads/2019/05/john-rockpcan/elton-john-taron-egerton-rocketman-cast-celebrate-premiere-at-cannes-2019-23.jpg
Fonte: https://imgs.smoothradio.com/images/52860?crop=16_9&width=660&relax=1&signature=Ojp5EgbnK3XBPvlwK3VPeo07pNY=

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Inoltre collabora con la Comunicazione corporate di un’azienda. E’ Life Coach ICF e dal 2018 Mediatore giudiziario. Presiede l’Associazione filodrammatica Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, “Dolores”, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
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