LE MIE RECENSIONI (su alcuni dei film in concorso e non, a Venezia 75)

Rivive al cinema Vincent Van Gogh alias Willem Dafoe in AT ETERNITY’S GATE
Willem Dafoe è Vincent Van Gogh. Non una scelta facile, ma una notevole somiglianza grazie al make-up e a una delicata e profonda interpretazione dell’attore che sembra arrivare all’anima del grande genio. Ci sono diverse teorie riguardo la sua morte e il film sposa quella del suo assassinio per mano di alcuni ragazzini. Alcune scene sono romanzate o raccontano fatti non provati come realmente accaduti, ma ciò cui ‘At eternity’s gate’ punta è il tormento interno di Van Gogh oltre a: il suo sentirsi un pò simile a Gesù perché fu martorizzato in vita e evocato solo tanti anni dopo la sua morte, la sua enorme passione, controversa e genuina per l’arte, la sua fede in un certo modo di fare pittura assai lontano da quello della sua epoca e la sua fiducia nel fatto di essere un precursore dell’arte che verrà, cosa che si rivelò vera. Per lui dipingere e farlo a modo suo, dando una importanza preminente e esteticamente centrale nei suoi quadri alla luce, esprimeva la sua ragione di vivere. La sua ricerca esasperata della luce lo spinse a viaggiare, ma la reazione di chi lo circondava, escluso, soprattutto in un secondo momento, il suo amico e sfidante Paul Gauguin, che inizialmente contestò le sue pennellate veloci, era la medesima. A dispetto della violenza, dell’abbandono fino a finire in un manicomio a causa delle sue turbe psichiche, delle tragedie sofferte da Van Gogh, egli visse una vita illuminata dalla magia della sua profonda relazione con la natura, nella quale egli trovava gioia e talvolta pace. L’opera di Van Gogh è fondamentalmente ottimista, grazie anche e proprio all’uso della luce versus il buio. Egli cercò di visualizzare l’inesprimibile, quasi come se anche la sua stessa esistenza fosse oltre il terreno, oltre il comprensibile, come se potesse oltrepassare la sua morte, cosa che in fondo accadde attraverso i suoi dipinti e così sarà in futuro, per sempre. L’arte ci salva. E lui non l’abbandonò mai, a costo di andare contro tutti. Voto al film: 9/10.

 

F1) Locandina e trailer di “AT ETERNITY’S GATE” di Julian Schnabel

Racconti di una Venezia nuovamente internazionale: blindata e per lo più soleggiata e calda (le mie recensioni terza parte)

 

F2) ‘Vecchio che soffre’ (‘Alle porte dell’Eternità’), olio su tela di Vincent Van Gogh, 1890

Uno dei magnifici dipinti autobiografici del grande genio: ‘Vieil homme dans la douleur’. Fonte: https://images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/51F5Gs-63bL.jpg

 

VOX LUX è interpretato dalla coppia Portman/Law che ne sono produttori esecutivi

Madonna. Si presenta come un film ispirato a una tale star internazionale che, per grande managerialità, capacità di influenzare le masse, determinazione nel ‘farcela’, freddezza imprenditoriale e talento su più fronti escluso probabilmente quello canoro, ha scalato la montagna del successo per anni e continua a farlo. In ‘Vox lux’, tuttavia, la vita di Celeste, la protagonista, è segnata quando lei è ragazzina da un terribile attacco terroristico che la coinvolge in prima persona e poi dalla durezza proprio di un mondo, quello dello spettacolo, nel quale viene, un po’ per caso all’inizio e per ambizione poi, catapultata fino a esserne inglobata e quasi annientata. È forse la sorella maggiore il vero talento di casa sul piano delle capacità vocali, ma resterà sempre nell’ombra di Celeste. I temi del film sono molti ma restano appena abbozzati. La Portman è straordinaria come sempre anche se non è la sua migliore prestazione. Jude Law, sempre fascinoso, rende perfettamente il personaggio arrivista del manager. Ma regia e sceneggiatura lasciano il tempo che trovano e gli altri personaggi non sono approfonditi a sufficienza. Il film racconta l’ascesa di Celeste a superstar pop in 18 anni, dal 1999 al 2017, anche attraverso alcuni grossi eventi culturali visti con i suoi occhi. Voto: 6½/10.

 

F3) Locandina e trailer di “VOX LUX” di Brady Corbet

La locandina del film. Fonte: https://s3-eu-west-1.amazonaws.com/static.screenweek.it/movie/39188/poster/ita/big.jpg?1535538197 Trailer: www.youtube.com/watch?v=G2ZGXIKIkyk

 

F4) Natalie Portman e Jude Law di nuovo insieme in ‘Vox Lux’

I due bravissimi attori sorridenti in un momento fuori dal set. Fonte:https://i.ytimg.com/vi/4BKwC6gH3So/maxresdefault.jpgv 

 

In ACUSADA la protagonista ci porta alla mente l’ambiguo processo di Amanda Knox

Un caso di cronaca nera ispirato a fatti realmente accaduti, come quello a noi tutti noto e per molti rimasto nell’ombra del mistero, di Amanda Knox, ormai rientrata nel suo paese. La protagonista del film, diretto dal giovane argentino Gonzalo Tobal, si chiama Dolores ed è una ragazza poco più che ventenne, la cui migliore amica viene assassinata brutalmente. Unica imputata: lei. Il film trova il suo inizio due anni dopo l’accaduto, poco prima che venga indetto il processo accusatorio che terminerà con la sentenza: colpevole o innocente? Una semi-condanna c’è già ed è mediatica, ciò che ci ricorda altri casi, anche di storia assai passata come, forse il più celebre, l’affare Dreyfus. Dolores resta reclusa nella sua casa, è protetta dai genitori che vivono le pene dell’inferno e viene difesa dal migliore avvocato pagato con l’indebitamento di una casa di proprietà della famiglia. Ma Dolores è anche sempre più circondata da tensioni e dubbi sulla sua innocenza, persino da chi le è vicino. Il film punta, soprattutto, a far vivere allo spettatore il dramma, non solo della vittima, ma anche della sua famiglia, del fidanzato, degli amici e l’enorme difficoltà di vivere con un confronto costante d’informazione e pubblicità aggressiva che incriminano senza pietà né prove. A dispetto della suspense e della capacità di Tobal di condurre lo spettatore in questo vortice di ansia e di domande senza risposta e la bravura di molti degli interpreti, particolarmente del padre di Dolores e del conduttore che la intervista in un noto programma televisivo, contesto il finale che non svelerò e la scelta dell’attrice per il ruolo principale, caratterizzata da un’espressione… ‘unica’. Voto: 7½/10.       

 

F5) Locandina e trailer di “ACUSADA” di Gonzalo Tobal

La locandina del film in concorso a Venezia 75. Fonte: https://pad.mymovies.it/filmclub/2018/08/095/locandina.jpg Trailer: www.youtube.com/watch?v=b4enTnUeIjw

 

F6) Un momento drammatico del film

Un momento del film con la protagonista e il bravissimo Gael Garcia Bernal Fonte: https://i2.wp.com/www.themacguffin.it/wp-content/uploads/2018/09/Lacusada.jpg?resize=1050%2C540&ssl=1

 

F7) Il photocall veneziano per ‘Acusada’

Il cast del film in concorso a Venezia 75 con al centro il regista Gonzalo Tobal   Fonte:www3.pictures.zimbio.com/gi/Lali+Esposito+Benjamin+Domenech+Accused+Acusada+ezezcp2U2dml.jpg

 

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Inoltre collabora con la Comunicazione corporate di un’azienda. E’ Life Coach ICF e dal 2018 Mediatore giudiziario. Presiede l’Associazione filodrammatica Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, “Dolores”, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
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