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JENNIFER FOSTER JENKINS di Stephen Frears

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Recensione del film interpretato dalla coppia artistica Streep-Grant

Meryl Streep torna a stupirci con un personaggio che amiamo… dalle sue prime note, le stesse che ci fanno saltare in aria e ridere di gusto, perché la sentiamo decisamente umana. Di chiara fama per una totale mancanza di orecchio musicale, eppure convinta del suo canto o semplicemente inconsapevole di essere ritenuta una soprano… stonata, la nobildonna Jennifer Foster Jenkins – quella vissuta nel XIX secolo e quella frutto dell’ineccepibile interpretazione della Streep – ci coinvolge, appassiona, diverte tremendamente. E ci insegna, con la generosità che le era presubilmente propria e l’entusiasmo vivace di una bambina in festa, quanto sia vitale sognare e colorare l’esistenza con le tinte del desiderio. “I sogni son desideri” cantava qualcuno. E, forse, la nostra ragion d’essere.

F1) Locandina del film e trailer

La locandina del film “JENNIFER FOSTER JENKINS” di Stephen Frears, scritto da Nicholas Martin.
Fonte: http://cdn3-www.comingsoon.net/assets/uploads/gallery/florence-foster-jenkins/ffj_payoff-1-sht.jpg
Trailer del film: www.youtube.com/watch?v=9rRVCNffvKk

 

Le scelte coraggiose di una donna più forte del suo tempo
Jennifer Foster Jenkins nacque nel 1868 in Pennsylvania. Dotata di un carattere evidentemente ribelle, fuggì dal padre, contrario alla sua ambizione di intraprendere la carriera di cantante, sposando un dottore di Filadelfia, Frank Thornton Jenkins, da cui divorzio’ – altra eccezionalità del tempo – nel 1902. Il matrimonio le costò molto anche in termini di salute: contrasse dall’ex-marito la sifilide che le causò, non solo danni irreparabili alle articolazioni, ma anche una limitazione fisica al legame affettivo con l’attore inglese St. Claire Bayfield, che le stette accanto fino alle fine della sua vita. Nel 1909, alla morte del padre, ella ricevette una eredità cospicua grazie alla quale intraprese l’agognata carriera di cantante, venendo coinvolta nella scena musicale di Filadelfia, dove fondò il Verdi Club. Qui, dopo delle lezioni di canto, la simpatica Soprano si esibì nel suo primo recital: era il 1912. È assai probabile che a molti, o tutti, dei presenti fosse già chiaro il destino di Jennifer come cantante. Tuttavia, le sovvenzioni al Verdi Club e l’inarrestabile allegria della donna la salvarono dalle critiche feroci cui, invece, sarebbe andata incontro successivamente.

F2) Il cast del film

Il cast principale del film “Jennifer Foster Jenkins”.
Fonte: http://www.gannett-cdn.com/-mm-/8651716e567c06825c905d4c95fce3203cb6e9be/c=0-357-3478-2972&r=x408&c=540×405/local/-/media/2016/08/08/USATODAY/USATODAY/636062760759658902-XXX-FLORENCE-FOSTER-JENKINS-FEATURE-TP0006-83571210.JPG

 

Esuberanza e positività per un bicchiere sempre mezzo pieno
La salute non le fu mai particolarmente amica, andando forse a braccetto con il poco talento canoro, del quale ci si potrebbe chiedere se davvero non avesse coscienza alcuna. Tuttavia, l’unicità della sua forza d’animo e la gioia di vivere che infondeva in chi le stava accanto, unite all’amore vero per la musica, la resero sinceramente amabile. La sua morte avvenne un mese dopo l’esibizione più importante che Jennifer avesse mai sognato e temuto e che i medici le avevano sconsigliato per il timore che emozioni troppo forti avrebbero minato seriamente il suo stato psico-fisico: quella al sofisticato e ‘demanding’ Carnegie Hall di New York. Grazie all’amore devoto di St. Clair e al supporto del pianista messicano naturalizzato americano, Cosmé McMoon, il sogno si concretizzò. Purtroppo, la derisione di quel pubblico impietoso e le recensioni brutali e crudeli che la ridicolizzarono, dalle quali St. Clair non riuscì a tutelarla, le spezzarono il cuore. Non, però, la sua determinazione: quando il marito le disse “yours is the truest voice I’ve ever heard” [1], lei rispose “people may say I couldn’t sing, but no one can ever say I did not sing”.[2]

F3) F4) Jennifer Foster Jenkins

Le figure 3 e 4 ritraggono la soprano Jennifer Foster Jenkins vissuta nel XIX secolo.
Fonte: it.wikipedia.org/wiki/Florence_Foster_Jenkins#/media/File:Florence_Foster_Jenkins.jpg
Fonte: www.dailymail.co.uk/news/article-3518662/The-heartbreaking-delusions-Diva-din-World-s-worst-singer-Florence-Foster-Jenkins-no-idea-world-mocking-terrible-voice-truth-killed-her.html

La grandezza di un capolavoro nella cura dei dettagli
I pluri-premiati Meryl Streep e Hugh Grant, affiancati da un Simon Helberg strepitoso nella resa dello stravagante Cosmé, formano un più che riuscito duo artistico, raffinato e amalgamato, che ci regala, fra risate sonore e momenti di sincera commozione, una performance perfetta e una storia che ci fa spiccare il volo laddove i sogni sono realtà. E ci incoraggiano a non smettere di sognare. Mai.

F5) Meryl Streep nel film e intervista di Alberto Farina a Meryl Streep

Un primo piano della Streep in un momento del film.
Fonte: https://theknockturnal.com
Intervista di Alberto Farina a Meryl Streep sul film e sul personaggio di J. F. Jenkins: www.raiplay.it/video/2016/10/watchfolder-TVCALL-FLORENCE–FOSTER–JENKINS-MERYL-STREEPmov-677e41ad-e902-4524-abc3-a5cd22fe6b7d.html

 


[1] “la tua è la voce più vera che abbia mai udito”
[2] “la gente può dire che non sapevo cantare, ma nessuno potrà mai dire che io non ho cantato”

 

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Inoltre collabora con la Comunicazione corporate di un’azienda. E’ Life Coach ICF e dal 2018 Mediatore giudiziario. Presiede l’Associazione filodrammatica Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, “Dolores”, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
alessandraeffort@icloud.com
Sito web: www.alessandrabasileattrice.com
Blog: https://alessandrabasileattrice.com/blog/

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