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In un ambito competitivo e meritocratico come quello finanziario è fondamentale farsi trovare preparati ad ogni sviluppo delle operazioni effettuate, soprattutto quando gli esiti si rivelano diversi da quelli previsti

In questo articolo mi focalizzo su tutto quello che deve avvenire prima di fare click sul tasto “buy” o “sell”, con l’intento di fornire al lettore una serie di spunti, sia didattici che prettamente pratici, che potrebbero tornare utili indipendentemente dal tipo di operatività seguita.

“Metodo: dal latino methŏdus. Il modo, la via, il procedimento seguito nel perseguire uno scopo, nello svolgere una qualsiasi attività, secondo un ordine e un piano prestabiliti in vista del fine che s’intende raggiungere.”

Enciclopedia Treccani

Presupponendo che, operando sui mercati finanziari, il “fine che si intende raggiungere” sia quello di ricavare profitti, con l’articolo di oggi desidero soffermarmi sull’importanza di tutto quello che viene prima dell’esito finale del trade o dell’investimento effettuato, perdita o guadagno che sia.

Se in tanti altri ambiti le procedure per arrivare al risultato auspicato sono, tutto sommato, abbastanza chiare, univoche e standardizzate, in campo finanziario le scelte possibili sono pressoché infinite, a partire dagli strumenti utilizzabili: azioni, obbligazioni, indici, ETF, CFD, opzioni, futures, materie prime, valute ed altri ancora.

Ognuno di essi, poi, permette di operare con time frame anche molto diversi, dai pochi minuti ai mesi, agli anni.

Ancora, su ciascuno possono essere applicati studi ed analisi anche agli antipodi fra loro: indicatori, oscillatori, cicli, stagionalità, fasi lunari e chi più ne ha, più ne metta.

Facile, molto facile in un contesto simile sentirsi disorientati, provare un po’ di tutto ed ogni volta arrendersi di fronte alle prime difficoltà (difficoltà che, come in ogni compito che valga la pena perseguire, non mancano mai).

E proprio dalla miriade di scelte possibili nasce uno degli errori più diffusi ed anche costosi che si possono commettere quando ci si approccia ai mercati finanziari: quello di operare senza un metodo.

Purtroppo sono ancora tante, tantissime le persone che si cimentano in uno dei settori in assoluto più difficili, competitivi e meritocratici senza le necessarie competenze, agendo spesso sulla base di istinti, sensazioni, congetture, consigli di persone ritenute esperte o, peggio ancora, in preda ad emozioni totalizzanti quali paura, avidità e speranza.

Vengono quindi completamente a mancare sia un metodo sia il conseguente controllo sui possibili esiti delle scelte effettuate. Si decide di impegnare il capitale su un determinato strumento finanziario ma non si pianifica cosa fare dopo, sia nel caso di esito positivo, sia se le cose non vanno come previsto. Quando e come chiudere la posizione? Quando e come invece incrementarla? Quando e come lasciare correre il trade? Quando e come applicare un trailing stop? Quando e come coprirsi aprendo un’altra operazione?

Sono veramente tante le scelte possibili, così come poche in realtà sono quelle veramente in grado di far ottenere i risultati sperati.

Riuscire ad ottenere rendimenti costanti dal proprio capitale, infatti, non è un evento, un accadimento improvviso o un qualcosa frutto della casualità, quanto un processo, una procedura che prevede l’applicazione di determinati criteri e di precise regole atte a rendere oggettivo, replicabile e soprattutto profittevole l’intera sequenza di scelte da attuare.

Tutto parte dal metodo quindi, una serie di decisioni che devono poggiare su 5 colonne portanti, le 5 P di un Piano d’azione Predefinito, Particolareggiato, Profittevole e Protetto.

LE 5 COLONNE PORTANTI

F1) I 5 pilastri del metodo

FIG

Un metodo in grado di essere costantemente profittevole deve fondarsi sulle 5 colonne descritte nell’articolo.
Fonte: www.shutterstock.com

  1. P come Piano

Se si fallisce nel pianificare si sta pianificando di fallire in quanto, come detto, senza un piano è letteralmente impossibile riuscire a maturare profitti costanti dai mercati, condannandosi così all’ottenimento di risultati mediocri.

In ambito finanziario un piano assume la stessa funzione che il business plan ha nei progetti imprenditoriali e non averlo significa amplificare enormemente la probabilità di errori. Alla volatilità dei prezzi si aggiunge infatti il rischio rappresentato dagli istinti naturali insiti in ogni persona, istinti che, senza precise linee guida a governarli, facilmente portano a scelte non profittevoli.

In un corretto approccio, invece, niente deve nascere dal caso o dall’impulso del momento ma qualsiasi decisione deve stare all’interno di quella “centrale operativa” che è il piano.

È solo il piano, infatti, che indica tutti i passaggi necessari per raggiungere gli obiettivi dati; averne sempre uno da seguire scrupolosamente risulta fondamentale per poter trarre profitto (o almeno limitare i danni quando si commettono errori) qualsiasi cosa accada sui mercati.

In definitiva il piano, essendo quella parte del metodo dove vengono delineate le linee guida da seguire in merito a tutta una serie di valutazioni da compiere ogni volta che si effettua un investimento, serve a fornire una motivazione per ogni decisione ed a far sì che proprio la scelta compiuta sia sempre la migliore fra le alternative possibili in quel momento.

2. P come Predefinito

Ogni mossa deve essere preparata prima, in anticipo, con calma e tranquillità, quando i mercati sono chiusi, non ci sono emozioni coinvolte e lo sguardo non corre con esasperata frequenza al colore verde o rosso della colonnina “profitti/perdite”.

Questo modo di agire regala serenità ed un’oggettività di analisi molto difficile da ottenere altrimenti.

3. P come Particolareggiato

Quindi dettagliato, scrupoloso, chiaro sin nei minimi dettagli, che possa essere facilmente compreso e che non lasci dubbi né incertezze in merito all’operatività da adottare in ogni circostanza. Ne consegue che tutto, ma proprio tutto deve essere incluso, valutato, considerato ed a tutto il piano deve fornire una risposta precisa ed inequivocabile.

4. P come Profittevole

Quindi in grado di poter generare guadagni il più possibile costanti. Che il piano adottato debba consentire all’investitore di poter generare profitti sembra una cosa scontata ma non lo è affatto, anzi, spesso si opera ignorando elementari principi di statistica e probabilità (ci ritorneremo sopra più avanti).

5. P come Protetto

Prima ancora che strategie atte a generare utili, il piano deve prevedere una serie di protezioni in grado di salvaguardare il bene in assoluto più prezioso in campo finanziario, cioè il capitale utilizzato.

Arrivare ad avere un metodo, però, è solo il primo dei 3 passaggi necessari, una condizione sì indispensabile ma non ancora sufficiente per ottenere dai mercati finanziari i risultati auspicati.

Quello che poi bisogna fare è, effettivamente, metterlo in pratica, applicarlo in ogni circostanza, soprattutto quando invece l’istinto porterebbe in tutt’altre direzioni.

Ecco perché si rendono necessarie quelle che io chiamo azioni in 4D.

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AGIRE IN 4D

La prima D significa Disciplina
Nella maggior parte delle professioni esistono precise regole da rispettare e codici comportamentali, per esempio negli orari, nelle procedure da seguire, nella gestione degli imprevisti, nel modo di risolvere i problemi o di comunicare con i clienti; perché mai negli investimenti dovrebbe essere diverso?

Il problema è che qui, a differenza di molti altri ambiti, manca il controllo: spesso si prendono le decisioni (compresa quella di non decidere) da soli e le uniche sanzioni per non aver rispettato le regole arrivano direttamente dal mercato (e di solito sono molto più costose di una multa o di un ammonimento da parte del capo ufficio).

La disciplina può essere definita come “un’abitudine all’obbedienza”; non basta quindi essere disciplinati, cioè obbedienti alle regole, otto volte su dieci o nove volte su dieci ma è una qualità che bisogna avere sempre, in ogni investimento che si compie. È proprio la disciplina, infatti, che permette di ripetere nel tempo comportamenti ed abitudini in sintonia con gli obiettivi dati, nonostante difficoltà, distrazioni ed imprevisti.

La seconda D significa Determinazione
Nessun grande risultato può essere raggiunto senza una indispensabile dose di determinazione, senza cioè una “definitiva presa di posizione della volontà” in grado di far superare problemi ed ostacoli che, anche adottando un metodo infallibile (che comunque non esiste) inevitabilmente, prima o poi si manifesterebbero.

La terza D significa Direzione

F2) L’importanza della direzione

202-road

Grazie ad una direzione chiara, univoca, da percorrere senza inutili distrazioni, vi sono più possibilità di giungere alla meta desiderata.
Fonte: www.travelerspress.com

Nel campo degli investimenti avere sempre ben chiara la direzione verso cui andare significa essenzialmente rispettare le proprie caratteristiche ed inclinazioni, rimanendo altresì costantemente focalizzati sul metodo e sugli specifici strumenti scelti al fine di evitare controproducenti divagazioni.

Se l’approccio è quello di “provare un po’ di tutto” alla fine niente funzionerà veramente perché si è preferito lavorare in estensione invece che in profondità.

Non considerando però che senza una conoscenza approfondita di mercati e strumenti utilizzati viene a mancare la possibilità di poterli sfruttare al massimo delle loro potenzialità. Focalizzazione e specializzazione, infatti, pagano sempre, anche e soprattutto in campo finanziario.

La quarta D significa Durata
È necessario concedersi il tempo dovuto sia per accumulare il necessario bagaglio di competenze, conoscenze ed esperienze, sia affinché gli investimenti effettuati lavorino ed inizino a produrre i rendimenti auspicati.

Paradossalmente, le persone che maggiormente sprecano il loro tempo sono proprio quelle che, all’insegna del “tutto e subito”, sono alla perenne ricerca di trucchi, ricette miracolose e segreti per avere risultati immediati.

Nel trading e negli investimenti non esistono scorciatoie e se ci sono normalmente portano a risultati molto diversi da quanto auspicato.

A questo punto dell’articolo siamo quindi arrivati a definire l’importanza dell’avere un metodo e poi, effettivamente, di implementarlo in ogni circostanza.

Ancora, però, non è abbastanza.

Il tassello finale
Quello che ora manca è il tassello finale, l’ultima verifica in grado di validare o meno l’intera sequenza di scelte e decisioni: testare il metodo scelto applicando 2 principi fondamentali per un corretto approccio agli investimenti attivi, il principio del rischio rovina e quello dell’aspettativa positiva.

Per “principio del rischio rovina” si intende la probabilità di perdere una quantità di denaro tale da far decidere di chiudere il conto e rinunciare così ad ogni successiva applicazione del metodo utilizzato. È quindi un concetto che indica il raggiungimento del “punto di non ritorno”, che non significa necessariamente azzerare il capitale, quanto piuttosto subire una perdita così elevata da fare cessare qualsiasi stimolo e motivazione nel continuare ad operare attivamente sui mercati.

Naturalmente questa soglia varia a seconda della propensione al rischio di ciascuno, tenendo conto che, per una semplice funzione matematica, più sono alte in percentuale le perdite maturate più il recupero diventa irrealistico.

Per evitare di trovarsi, anche dopo una serie di operazioni concluse in perdita, in una situazione del genere bisogna sempre conoscere le complessive probabilità di profitto e di perdita del metodo utilizzato e su questi dati applicare precise formule statistiche.

L’obiettivo è quello di avere un rischio rovina inesistente, una situazione che, al fine di poter generare profitti con costanza e regolarità, è necessario accompagnare al calcolo dell’aspettativa, cioè del risultato medio (positivo o negativo) che è lecito attendersi per ogni euro di capitale investito.

Godere di un’aspettativa positiva significa quindi che nell’arco di una congrua serie di investimenti e dedotte le commissioni ed altre spese, il metodo riesce a generare utili, risultando così profittevole.

Dove le parole chiave sono proprio “una congrua serie di investimenti”.

Il principio dell’aspettativa positiva, infatti, è di tipo statistico, dove quindi la validità dell’assunto è riferita non ad ogni singola operazione ma sulla base di un campione rappresentativo.

È lo stesso concetto sul quale si basano, per esempio, i casinò; in essi, infatti, il vantaggio della casa rispetto ai giocatori è minimo ma basta per assicurare ai proprietari non di vincere tutte le giocate ma una cosa ben più realistica e realizzabile, la profittabilità alla fine della serata.

Una risultanza che spesso sfugge è che anche metodi con probabilità di profitto elevatissime possono comunque avere aspettative negative in quanto quello che veramente conta è riuscire a trovare la giusta proporzione fra capitale a rischio in ogni operazione ed i possibili profitti che potrebbero derivarne.

Ecco perché ignorare l’esistenza e l’importanza di tali parametri statistici significa correre il pericolo di operare sui mercati sulla base di metodi matematicamente condannati al fallimento, atti cioè a generare perdite invece che profitti.

Conclusioni
Avere un metodo basato su 5P, agire in 4D per applicarlo sempre e comunque in ogni circostanza (soprattutto quando l’istinto porterebbe ad agire diversamente) e verificare la propria operatività secondo i principi del rischio rovina e dell’aspettativa positiva sono i passi fondamentali da compiere prima ancora di mettere a rischio un solo euro.

Così facendo si potranno affrontare i mercati finanziari con meno stress e più costanza di rendimenti.

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Alberto Camuncoli

Amministratore delegato di una società di investimenti e di servizi advisory, opera sui mercati finanziari internazionali da metà degli anni 90 ed i suoi interventi sono ospitati in trasmissioni televisive, articoli, conferenze e seminari.
Ha prima ideato e poi perfezionato il metodo Theta Tradinvest™, l’unica operatività che, grazie alle 5 P di un Piano d’azione Predefinito, Particolareggiato, Profittevole e Protetto, consente di incassare premi ogni 30 giorni investendo sui mercati finanziari in maniera non direzionale ed avendo come potenti alleati tempo e probabilità. È autore del libro best seller Investire con successo  www.investireconsuccesso.com e del servizio Portafoglio Opzioni su www.traders-cup.it .
A questo link invece https://www.investireconsuccesso.com/guide/
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