Recensione del film sulla più nota scrittrice e attrice anticonformista della Francia del primo 900

Sidonie-Gabrielle Colette fu un personaggio di spicco nel mondo letterario, artistico, culturale e mondano francese e divenne nota nel mondo per il suo spiccato anticonformismo, l’indipendenza pur essendo una donna di quei tempi, la sfrontatezza, i gusti sessuali ufficializzati e però vissuti dalla società come sfrontati, indecenti, inaccettabili, le sue idee e il suo innato talento reso più ‘commerciale’ e quindi vendibile dal marito, più vecchio di lei di 14 anni e ben noto scrittore di romanzi, la sua firma da un certo momento in poi su tutta la collezione ‘Claudine’, la serie di libri che la ella aveva scritto ispirandosi alla sua stessa vita, soprattutto dalla scuola in avanti. Dei vari ‘Claudine’, inizialmente firmati “Willy”, il primo fu ‘Claudine a scuola’ che ebbe un successo da brivido con diverse ristampe e conquistò un pubblico nuovo per lo stesso Willy, pseudonimo del marito di Colette, Henri Gauthier-Villars, ossia quello delle ragazze e ragazzine che pian piano, come quando va di moda qualcosa, si appassionarono sempre più alle avventure della loro eroina preferita e, fra loro, in molte si convinsero di essere ‘la vera Claudine’. Anche fra le attrici che si presentarono anni dopo al provino indetto per la ricerca della perfetta interprete di Claudine sul palco ce ne fu una che si presentò con quella frase ed effettivamente fu scelta: assomigliava all’autrice e la imitava nei gesti, secondo la versione del film non saprei se corroborata dai fatti realmente accaduti. Perché la vera Claudine fu solo lei, Colette, tant’è che quando il marito ebbe ceduto, senza dirlo a Colette, contro un lauto pagamento e, al solito, irrispettoso dei sentimenti della donna, i diritti in esclusiva di Claudine, la sua vera autrice, che frattanto lo aveva scoperto, lo attaccò per aver dato via, non solo i libri che ella considerava i loro ‘figli’, ma, con essi, anche lei, perché quei libri erano lei. Così, la relazione già incrinatasi diverse volte in passato, a causa soprattutto delle infedeltà dell’uomo e dei suoi sperperi fra gioco, prostitute e altri vizi, colpendo anche la moglie, si chiuse definitivamente.

F1) Locandina del film e trailer

La locandina del film “Colette” di Wash Westmoreland Fonte: https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRAxp_PDjzvlkHUu3kqrLqDpIsZ_C2vinzxgSLU28gGW1BR17aU Trailer del film: www.youtube.com/watch?v=Mqdyyk-iOvY&feature=youtu.be


Lo scrittore e l’allieva forzata
La figura di Colette nel film viene descritta in un lungo arco temporale, scandito da date, date che oggi impressionano un pò perché leggere ‘1900’ dà l’idea corretta di un’altra era anche se, nel contempo, vedere scorrere immagini di gente in bicicletta in un bel parco verde in una qualsiasi giornata di sole primaverile fa pensare che per certi versi la vita di allora poteva non essere così diversa da quella di oggi: oggi come ieri si pedala. L’inizio del film vede Colette nella sua giovinezza, ancora ragazzina in casa con i genitori, ne racconta la passione per il più ‘anziano’ Henri e il matrimonio con lui, peraltro non propriamente sostenuto dai genitori di lei per via della fama da dongiovanni e perditempo, nonostante il successo come autore, del nobiluomo che, va detto, prende Colette in moglie anche se priva o quasi di dote.

I sogni della ragazza che segue il suo cuore nel seguire Henri a Parigi si infrangono presto o tardi quando scopre che il suo amato la tradisce ripetutamente e che è un frequentatore di bordelli, ma resta con lui a lungo ancora perché gli concede molte chances di recupero delle sue azioni discutibili. Non solo prova a credergli quando le dice che non le mentirà più, ma si piega al suo ordine di lavorare per lui contribuendo ad aiutarlo, con i racconti della sua vita a scuola, a trovare una storia nuova divisa in puntate per i suoi libri futuri, sempre con la firma ‘Willy’. Per obbligarla a scrivere, Henry/Willy arriva a chiuderla per 4 ore in una stanza con una scrivania, un quaderno bianco e una stilografica.

F2) La brava Keira Knightley, protagonista del film

Keira Knightley brava interprete di Sidonie-Gabrielle Colette.
Fonte: http://cdn.bestmovie.it/wp-content/uploads/2018/07/keira-knightley-colette.jpg

I personaggi
Le dinamiche che intercorrono fra i due personaggi principali, dalla loro prima conoscenza alla conclusione irreversibile della difficile relazione tenuta in piedi, alla fine, solo dal loro sodalizio professionale e condita frattanto da ipocrisie e sotterfugi, sono molto interessanti e rese bene. La relazione ha fine perché Colette arriva a vedere in modo chiaro la natura di Henry e il fatto che, pur amandolo ancora, nonostante il suo rapporto omosessuale, in corso e ufficiale, con la marchesa Mathilde de Morny, non lo potrà mai cambiare, il che è inaccettabile, lui essendo egoriferito, autogiustificato dall’essere un uomo (‘gli uomini fanno così’), lesivo del benessere psico-emotivo della coraggiosa Colette. I libri che l’autrice ‘un passo avanti’, così l’hanno definita giustamente, scriverà di lì in avanti porteranno il suo nome e la sua firma ed ella potrà così vivere dei suoi guadagni, altra vittoria per lei, sia specificamente sia e per le donne dell’epoca e i loro diritti. “Sono sempre dipesa da qualcuno”, ora non più.

Gli attori e il regista
Keira Knightley e Dominic West vestono i panni dei rispettivi personaggi con profonda delicatezza e accuratezza, grazie anche a una regia raffinata e mai casuale, a dialoghi intelligenti e sottili, a costumi e ambientazioni curate oltre che studiate. Westmoreland ha diretto Julienne Moore in ‘Still Alice’ (2014) e lei ha vinto l’Oscar come migliore attrice protagonista. Anche in quel film, il regista si era soffermato meticolosamente sui particolari dell’evoluzione psico-fisica della protagonista, sul suo passaggio, e il relativo decadimento fisico e mentale, da sana a malata a irrecuperabile. Pure in quel caso il film era un poco lento, ma davvero bellissimo. La storia vera in ‘Colette’, l’impegno evidente nel realizzarla cinematograficamente, il segno che questa donna controcorrente, forte, passionale, acuta ha lasciato nel mondo mi fanno dire: Voto 7,5.

F3) Il Cast del film sull’autrice di ‘Claudine’

L’ottimo cast del film.
Fonte:https://i.pinimg.com/originals/d8/ad/8c/d8ad8c12a443d9e80e90774e40d134c1.jpg

F4) La vera Colette e la collezione delle sue ‘Claudine’

Le figure 4a e 4b mostrano la vera Colette e la collezione delle sue opere intitolate ‘Claudine’.
Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0d/SidonieGabrielleColette.jpg Fonte: https://images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/91c6QA7SgAL.jpg

Vederlo?
Sì. Come al solito, suggerisco di andare al cinema, anche se non è necessariamente un film da grande schermo, e aggiungo che varrebbe la pena vederlo in lingua originale. Brava Keira!

Alessandra Basile

Attrice e Autrice. Inoltre collabora con la Comunicazione corporate di un’azienda. E’ Life Coach ICF e dal 2018 Mediatore giudiziario. Presiede l’Associazione filodrammatica Effort Abvp con la quale ha interpretato e prodotto diversi spettacoli teatrali a tematica sociale, fra i quali una pièce contro la violenza domestica, “Dolores”, della cui versione italiana è co-autrice Siae. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
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