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QUEL VELO PENOSO SU MONTEPASCHI

La penultima settimana dell’anno è stata piuttosto tranquilla sui mercati internazionali. SP500, l’indice USA più rappresentativo, ha passato l’intera settimana in laterale, con movimenti scarsi e volumi in decisa contrazione, come si conviene alla settimana che precede le festività natalizie. Si pensi che tra il massimo della settimana (2.272,5) ed il minimo (2.256) c’è stata in 5 giorni un’oscillazione di appena lo 0,7%. 


 


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La penultima settimana dell’anno è stata piuttosto tranquilla sui mercati internazionali. SP500, l’indice USA più rappresentativo, ha passato l’intera settimana in laterale, con movimenti scarsi e volumi in decisa contrazione, come si conviene alla settimana che precede le festività natalizie. Si pensi che tra il massimo della settimana (2.272,5) ed il minimo (2.256) c’è stata in 5 giorni un’oscillazione di appena lo 0,7%.

La candela settimanale risulta pertanto completamente compresa all’interno di quella della settimana precedente, realizzando così un modello “inside”, che testimonia assoluta mancanza di direzionalità e tutta l’indolenza che ha preso gli investitori, evidentemente con la mente rivolta ad acquisti ben diversi dai titoli azionari. Anche il rappresentante più fedele della “old economy”, cioè il tradizionale indice Dow Jones, particolarmente beneficiato nelle prime 5 settimane post elettorali dall’instaurazione del regno di Trump, ha trascorso una settimana tranquilla. E’ riuscito ad avvicinare ulteriormente, ma non a raggiungere, il mitico obiettivo di “quota 20.000” che è atteso ormai da una decina di sedute ed a questo punto diventa una questione d’onore per l’ultima settimana dell’anno.

Se sono mancate occasioni per estendere l’euforia, sono mancate anche le motivazioni per preoccuparsi, dato che nulla sembra in grado di scalfire le certezze dei mercati sulle magnifiche sorti future della crescita americana, non appena Trump salirà ufficialmente alla Casa Bianca.

Calma anche sul cambio EUR/USD, che dopo la corsa al ribasso attuata in questo mese ed aver raggiunto il minimo di 1,035 martedì scorso, ha passato il resto della settimana a recuperare qualcosa e rallentare anch’esso la sua volatilità.

Senza direzione anche sull’azionario europeo, con solo il nostro indice Ftse-Mib a festeggiare, anche se in modo abbastanza composto, il regalo di Babbo Gentiloni al sistema bancario con l’emanazione del tanto atteso decreto, che si è mostrato molto, anzi troppo, generoso con gli obbligazionisti subordinati di MPS. Un esame più approfondito del decreto conferma i molti dubbi di compatibilità con le regole europee sollevati dal Burden Sharing all’italiana, come ho già anticipato nel commento a caldo di venerdì scorso.

Praticamente la tanto sbandierata necessità di condivisione delle perdite con i privati (questo è il significato di Burden Sharing, che sembra il titolo di un film horror) si esprime nella sola conversione forzata delle obbligazioni subordinate in mano agli istituzionali in azioni, valutandole il 75% del valore nominale. I risparmiatori privati vengono invece non solo graziati, ma addirittura premiati. Infatti si è istituito un meccanismo per cui avviene la finta condivisione delle perdite trasformando obbligatoriamente le obbligazioni in azioni. Però la valutazione è al 100% del nominale. Inoltre le azioni emessi vengono tutte ricomprate dalla banca e sostituite con obbligazioni senior, meno rischiose, e le azioni vengono così girate allo stato, che diventerà l’azionista di maggioranza assoluta della banca.

Per cui chi ha comprato consapevolmente un titolo rischioso come l’obbligazione subordinata, per lucrare cedole superiori a quelle offerte dalle obbligazioni ordinarie (senior), ora si ritroverà la ripulitura completa del rischio senza dover restituire nulla delle cedole prima ricevute. Un premio alla speculazione con i soldi pubblici. Una beffa per chi ha comprato le obbligazioni senior per non rischiare, accontentandosi di interessi minori, e un danno per chi nei giorni scorsi ha venduto sul mercato le subordinate a prezzi intorno ai 50 temendo che la banca fallisse. Non parliamo poi dell’affare che avranno fatto coloro che sapevano o magari intuivano quel che sarebbe successo, e magari si sono comprate sul mercato a 50-60 centesimi le obbligazioni subordinate nei giorni scorsi per vedersele ora convertire a 100 in tranquille obbligazioni senior di una banca che viene salvata dallo Stato.

Ripensiamo infine a tutta la campagna pubblicitaria che è stata fatta la scorsa settimana per convincere i privati ad aderire volontariamente alla proposta di conversione delle subordinate in azioni, che avrebbe poi dovuto essere seguita dall’arrivo dei fantomatici “anchor investor”, di cui non si è poi vista nemmeno l’ombra. Era presentata come l’ultima occasione per salvare la banca ed evitare la conversione forzata a prezzi penalizzanti imposta dallo Stato. Ebbene, il decreto era già pronto e le alte sfere di MPS, sempre in contatto con Padoan, certamente lo conoscevano. Perché si è raccontata quella bufala ai risparmiatori e a tutta l’opinione pubblica?

Stendiamo un velo penoso su tutte queste domande e prendiamo atto che il decreto del governo è un’autentica beffa all’Unione Europea (se non verrà stoppata nei prossimi giorni, perché mi pare incredibile che Bruxelles accetti una simile schifezza) e l’ennesima dimostrazione che in Italia si legifera contro ogni logica ed ogni comportamento etico.

La vecchia regola di privatizzare i guadagni e socializzazione delle perdite, tanto in voga da sempre nel nostro paese, sembra essere l’unico vero principio fondamentale non scritto, che viene applicato da tutti i governi. Non c’è destra, né sinistra, che tengano. La demagogia della tutela del risparmio è da sempre tutela dell’azzardo a spese del contribuente, ed anche stavolta il copione si ripete, con 20 miliardi in più di debito pubblico sulle spalle degli italiani tutti (circa 300 euro di maggior debito per ciascun abitante di questo paese), mentre i farabutti che hanno venduto ai semplici correntisti obbligazioni oscure senza spiegarle, ed i furbi, che hanno speculato sull’iniquità delle scelte politiche del governo, avranno stappato lo champagne acquistato con i lauti guadagni elargiti dalla gentiloneria del Governo.

Guardiamo i commenti delle varie forze politiche. Tutte affannate a difendere i 40.000 risparmiatori che avevano le obbligazioni subordinate, che ora il governo ha premiato. Nessuna che si preoccupa dei 60 milioni di italiani che pagheranno.

Eppure il taglio medio delle obbligazioni era di 50.000 euro. Parecchi avevano investito assai di più di questa cifra. Pochi erano piccoli risparmiatori. Possiamo dare per scontato che chi possiede queste cifre sia sprovveduto? Quanti erano ben coscienti, ma volevano i lauti rendimenti delle cedole? Invece di andarlo ad accertare si preferisce, come al solito, premiarli tutti quanti, sprovveduti e speculatori, caricando il debito sulle spalle di tutti gli italiani. Tra cui sono sempre di più quelli che faticano ad arrivare alla fine del mese, anche per colpa delle tasse sempre più alte.

Così va l’Italia, finché va. 

Pierluigi Gerbino  

 

 

www.borsaprof.it


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