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Un musical corto e un corto americano. E un’intervista

Breve recensione di 2 lavori di Luca Elmi, produttore e regista italiano (anche in USA)

20 dicembre 2017

The Prostate Song
Questo simpaticissimo corto, che nonostante il titolo è tutto nostrano, anzi proprio meneghino, infatti è stato girato interamente all’Arco della Pace in una bella giornata assolata, ha il sapore di un video musicale che promuove una canzone, orecchiabile e molto divertente. Oppure è un mini-musical, così com’è caratterizzato da coinvolgenti stacchetti e da un corpo di ballo professionista con costumi colorati divisi a squadre: la squadra dei maschi in azzurro e quella delle femmine in rosa, tutti infermieri e medici dato l’argomento. O è per l'appunto un corto musicale, forse un pò corto, o piuttosto uno spot versione estesa, uno spot sociale che invita a vivere appieno il proprio mezzo secolo che oggi è considerato una seconda fase attiva della vita o che sorride a chi si lamenta dell’avanzare degli anni, con particolare riferimento all’emisfero maschile come intuibile dal titolo. Fatto sta che questi 4 minuti, poco più di 6 se si include la parte di prosa iniziale e fossi in voi lo farei, hanno superato le 12.500 visualizzazioni. Un successo! Meritato, soprattutto perché a mettersi in gioco in maniera spiritosa e coraggiosa, per non essere a suo stesso dire né un cantante né un ballerino, è proprio il regista e produttore di “The Prostate song”, Luca Elmi, che ha scritto il testo della canzone con David Callahan e nasce come attore. A fine articolo potete trovare l’intervista a Elmi.

F1) Locandina del film e trailer

La locandina del mini musical THE PROSTATE SONG diretto da Luc Elmi.
Fonte:https://i.ytimg.com/vi/Jf4HNI8119U/maxresdefault.jpg
Link al film:www.youtube.com/watch?v=Jf4HNI8119U e www.youtube.com/watch?v=E0j19sEs2YA

Hyena
Luca Elmi ha girato in Louisville, nello stato americano del Kentucky, il suo cortometraggio dal titolo emblematico ‘Hyena’, il cui tag-line è come da prime immagini del film ‘And then women will become like hyenas’. Il 30 novembre u.s. è stato presentato al cinema Odeon di Milano ricevendo consensi e applausi, specialmente per il tema trattato, senz’altro attuale e serio, tale da coinvolgere tutti: è giusto e soprattutto è davvero possibile perdonare il carnefice del proprio figlio che ne è stato vittima innocente, anche per l’età, la vittima della malvagità di un orco? E, riprendendo il titolo, chi è la iena fra l’assassino pentito che verrà mandato a morte, laddove la pena capitale è infatti prevista, e la vittima di un omicidio efferato che dieci anni più tardi si trova di fronte, non solo al colpevole, ma alla sua richiesta, per intercessione di un prete, simbolo di una presenza religiosa forte con inevitabili conseguenze anche sul credo della madre, di essere perdonato, almeno quando la sua vita passata per un decennio dietro le sbarre è per volere d’altri e per legge vicina alla conclusione? Uno dei temi principali qui trattati è dunque sulla giustezza della pena di morte e sulla sua efficacia, anche nel far ritrovare una serenità in chi, come la donna del film, subisce un dolore profondo che rischia di trasformare una vittima in un carnefice a sua volta, in una iena. L’assimilazione di Elmi è interessante: le iene, oltre a nutrirsi delle carcasse di altri animali, cacciano e uccidono  animali anche più grandi grazie ai denti aguzzi; inoltre, una particolarità di questa specie è la “matriarcalità”, infatti è la femmina a decidere nel branco e a mantenere la gerarchia, cosa che avviene spesso attraverso l'aggressività.

F2) Locandina del film e trailer

La locandina del cortometraggio HYENA diretto da Luca Elmi.
Fonte:http://www.eventiatmilano.it/wpcontent/uploads/2017/11/milano_hyena_film_luca_elmi_cut.jpg
Trailer del film:https://vimeo.com/194860055


INTERVISTA a LUCA ELMI

Lunedì 4 dicembre 2017

TRADERS’: Tu hai fatto tantissime cose incluso un video clip musicale per gli Audiorama e degli spot tv.

ELMI: Sì soprattutto attinenti al calcio come nel video clip dove facevo il mister di calcio.


TRADERS’: Raccontami di te, a ruota libera.


ELMI: I
o vengo da una famiglia assolutamente non avente a che fare con il mondo dello spettacolo, però mia madre mi portava a teatro rigorosamente una volta a settimana e al cinema anche due. Da piccolo, a 10-12 anni, facevo i primi filmini con la Super 8 che montavo con la giuntatrice. Ricordo persino la mia prima polaroid, quella con il pennellino, in occasione di un natale.. Comunque, io pensavo di essere 'solo' un appassionato, un conoscitore di cinema e teatro. Poi successe che, rientrato a casa dopo il militare, fui inglobato in una compagnia di teatro legata a una parrocchia. Erano gli anni 80. Il primo spettacolo, “Piccola città” di Thornton Wilder, lo feci come direttore di scena: andai in biblioteca a studiare il significato di questa espressione (mi dice sorridendo, ndr). Il gruppo che mi aveva coinvolto era fatto per lo più di amici. Partecipai anche allo spettacolo che seguì ma come produttore oltre che attore: scelsi “California suite” di Neil Simon.

TRADERS’: Ho letto che hai portato in scena molti testi di Nei Simon (dico condividendo la scelta, ndr).


ELMI: Sì lo adoro, ho fatto anche “Plaza suite”, “London suite”, “Fools”, “Rumours”, “La strana coppia”, (lo interrompo, ndr).


TRADERS’: Sì infatti ho trovato nel tuo sito (www.lucaelmi.it) il video dello spettacolo “La strana coppia” e mi complimento per la scenografia che salta all’occhio subito.


ELMI: Susanna Aldino, poi divenuta la scenografa di X Factor (www.imdb.com/name/nm2441285/), allora la costruì con l'aiuto di un’amica, mentre studiava per la sua carriera. Lo inscenammo al Teatro Nuovo nel 2001 usando l’intero palcoscenico, quando in genere per la compagnia di prosa si tende a ridurre lo spazio se il palco è così grande. In seguito gli spettacoli ebbero come palco quello del Teatro San Babila. Rappresentammo “Rumori fuori scena” ben due volte, nel 1994 e nel 1998. L'esordio della mia attività produttiva però risale a prima: era il 1992 quando portai al Teatro Elfo Puccini di Milano “California suite”: gli attori lavoravano tutto il giorno in ufficio e la sera si dedicavano alle prove. Un notevole impegno fisico. (Ricorda forse con un velo di nostalgica simpatia ma anche di divertimento,ndr). A curare le luci di scena c'era un cameraman della Rai.


F3) Luca Elmi

Un primo piano spiritoso e intenso di Luca Elmi.
Fonte: Luca Elmi

TRADERS’: Eravate ben strutturati! Poi so che hai tradotto dall’inglese moltissimi testi teatrali.

ELMI: Solo “Rumori fuori scena” fra quelli portati in scena non rientra fra i testi che ho tradotto. Altri tradotti non li abbiamo rappresentati. Perciò sì ne ho tradotti molti.

I lavori teatrali per lo più sono continuati fino al 2003, poi, anche per esigenze personali e difficoltà organizzative dei membri della compagnia, nonché per gli altri impegni lavorativi di tutti, del resto di teatro non si vive, fu difficile continuare e allora mi dissi “faccio un film”. E da lì partii.

(Condividiamo amichevolmente diversi spettacoli della letteratura americana del secolo scorso e Luca Elmi mi dice del suo desiderio di mettere in scena un meraviglioso testo teatrale dal titolo ‘Agnese di Dio’ di John Pielmeier, auguriamocelo. E a proposito dell’ampio lavoro di traduzione e adattamento cui si è dedicato negli anni, il nostro simpatico e istrionico Luca mi racconta di avere fatto lo “script doctor”: chi corregge i copioni ricevuti per migliorarli, per esempio laddove vi siano italianizzazioni da sostituire con un linguaggio corretto attuale locale ovvero credibile. ndr)


TRADERS’: Il primo tuo prodotto filmico visto all’estero è stato...? E la sua destinazione?


ELMI: “Non farai del male”. La cosa migliore che ho fatto. Era un corto. Un dramma. Il primo per me dopo tre commedie. I corti vanno tutti all’estero, qualche volta nei canali televisivi dedicati.


TRADERS’: Di cosa trattava questo film?


ELMI: Un noir, un poliziesco, girato a Milano in piazza del Duomo. Un commissario arriva sulla scena del delitto, in una gioielleria dove il proprietario viene trovato morto. Il film ha fra le tematiche la lotta alla violenza sulle donne, che per me è il crimine peggiore. Fino ad aprile 2018, il corto sarà in mano a un distributore americano, non è perciò visionabile in Italia per il momento.

(Nella troupe anche un’amica comune del regista e mia, Brunella Pacia, con la funzione in questo corto di script supervisor. Ndr)

TRADERS’: Questo tuo corto ha segnato un passaggio per te?


ELMI: Sì. Sono andato al Festival di Cleveland, l’anticamera degli Oscar. Non ho vinto.


TRADERS’: Ma sei stato selezionato per parteciparvi. Dopo cosa è accaduto?


ELMI: Ho vinto diversi festival, uno in particolare in Florida dove ho conosciuto, oltre a un filmmaker del Kentucky, un’attrice di New York, Sheila Weymouth, che mi ha detto di avere particolarmente apprezzato il mio corto. In seguito sono andato a vederla a Broadway e mi è piaciuta. Nel 2015, l’ho diretta nel mio “Roman Citizen”, un film d’azione.


TRADERS’: Raccontami come ci sei arrivato. Tra l’altro, ti sei ispirato a questo titolo per dare un nome alla tua casa di produzione.


ELMI: Volevo fare un seguito di “Non farai del male”, da girare in una banca di Caponago (MB). Il filmmaker conosciuto mi ha convinto invece a farlo in una banca alla Al Capone in Kentucky per soli 1000 USD/giorno, un prezzo estremamente di favore. Da Cleveland, dove mi trovavo con l’altro film, sono partito alla volta del Kentucky. Era l’agosto 2014, le riprese sono andate avanti per soli 6 giorni con 5 camere e il risultato è stato un mediometraggio, costato il doppio del previsto e durato 40 minuti. La scenografia è costata solo 6.000 USD. Tra l'altro avevamo un aiuto regista che veniva dal film “Jurassic world”, bravissimo. Laurel (l'attrice Laurel Casillo) è stata ed è bravissima anche se 10 minuti prima del ciak non le devi parlare e la chiami con il nome del personaggio (sorridiamo entrambi, io però come attrice la capisco bene. Ndr). Il primo giorno avevo anche 113 comparse. Ma tutto era bene organizzato. E la montatrice ‘braverrima’: Stefania Calatroni. 


F4) Luca Elmi

Un momento di Luca Elmi al lavoro
Fonte: Luca Elmi

TRADERS’: E arriviamo a “Hyena”.

ELMI: È un testo teatrale che ho scritto. L’ho tradotto in inglese e girato in Kentucky con due degli attori di “Roman Citizen” in una sola giornata dopo aver provato per un’altra mezza. In America non provano al cinema, costa troppo provare per giorni. Coppola e Lumet provavano sempre.

TRADERS’: “Hyena” verrà sviluppato? Il tema della pena di morte è molto delicato.

ELMI: No. “Hyena” ha già partecipato a diversi festival e ottenuto dei riconoscimenti. Farlo in Italia, dove la pena capitale non è prevista, non avrebbe avuto e non ha il senso e il peso che ha avuto ambientarlo in America.


TRADERS’: Futuri progetti?


ELMI: Vorrei portare “Roman Citizen” in Italia, con l’attrice protagonista straniera e per il resto attori italiani. E avrei un’idea su chi dovrebbe essere questa attrice: Sigourney Weaver. Anche perché un nome importante serve.


TRADERS’: E se parliamo di spese, di budget, per i tuoi film?


ELMI: Per “Hyena” per esempio 25.000 USD. Chi prende meno sono gli attori purtroppo. 100 USD a testa, per un giorno di lavoro e mezza giornata di prove.


TRADERS’: A proposito di guadagni, tu di giorno hai un altro lavoro. Sei in azienda, la tua?


ELMI: Sì, del resto Bruce Wayne ha un’azienda nel campo del mobile. Ho sempre avuto un forte interesse per cinema e teatro. Il primo budget che mi era stato proposto per il mio primo film fu di 20 milioni di lire nel 1999 che divennero 20.000 euro nel 2005. “Non farai del male” è costato 70.000 euro e “Roman Citizen” ben 200.000 USD, sarebbero dovuti essere 100.000.


TRADERS’
: Com’è nata la tua casa di produzione?

ELMI: Ho costituito la casa di produzione con l’idea di unirmi ad altre case di produzione per potermi far conoscere come produttore e produrre a mia volta un film. Due sono le case di produzione con cui ho collaborato per dei film che usciranno nel 2018: Indigo per “Succede” di Francesca Mazzoleni e Groenlandia per “Il primo Re” di Matteo Rovere. Nel film di Rovere, che è proprio una brava persona e ama ciò che fa, interpreto la parte di un barbaro di un villaggio.


TRADERS’: La co-produzione aiuta quindi?


ELMI: Si, ma non puoi decidere molto. Altrimenti si può ricorrere ai così detti  ‘Angel’, persone comuni che comprano un pezzetto del film contro per esempio 1.000 USD oppure ottengono una battuta nel film.

“Ma il budget a disposizione ha un'altra entità. Siamo con Luca affinché possa proseguire nella sua carriera già ricca di conferme come produttore unico, per quella libertà di scelta e azione altrimenti e comprensibilmente compromessa.
Questa bella intervista potrebbe proseguire ore. Saluto Luca promettendo che continueremo a parlare di teatro inglese del novecento e a condividere pareri entusiastici sul cinema americano. L’ultimo consiglio che Luca mi dà è su un film degli anni cinquanta: “Quelle due” con Audry Hepburn. Un film tratto da una splendida pièce di teatro: “The children’s hour”, che io conosco e apprezzo. Ancora una volta mi trovo concorde con il gusto cine-teatrale di questo regista, attore, produttore, nonché uomo d’azienda (ed è un complimento perché la parte artistica viene supportata dalla capacità imprenditoriale e organizzativa). Ricordando il grande Stanley Kubrick e i suoi film, facciamo un brindisi e lo ringrazio per questo scambio piacevole e istruttivo. Alla prossima!”


L’intervista a Luca Elmi, che ringraziamo, è stata curata da Alessandra Basile

Alessandra Basile 


Attrice. Opera anche come Life Coach ICF e nella Comunicazione aziendale. Ha creato l’Associazione filodrammatica Effort Abvp che l'ha vista interprete e produttrice di diversi spettacoli teatrali: della versione italiana di "Dolores", una pièce contro la violenza su donne e bambini, di cui è anche co-autrice. Ama scrivere di film, spettacoli e personaggi.
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