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CRASH: SÌ O NO?

26 luglio 2017
Da Walter Snyder, riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Se la Fed dovesse continuare ad aumentare per due volte ancora i tassi di interesse nel 2017, molti commentatori sono dell’opinione che gli Stati Uniti andranno incontro ad un recessione del 2018. L’intenzione della FED di tagliare il suo bilancio, se messo in pratica, porterà alla turbolenza nel mercato dei bond, e il Tesoro degli Stati Uniti avrà bisogno di ancora maggiori titoli di stato da emettere per coprire il deficit di 670 miliardi di dollari, con il debito corrente nazionale al livello di 19.96 trilioni di dollari.

La FED finirà col dovere acquistare il nuovo debito, fallendo così i propri sforzi di riequilibrare il proprio bilancio.
Ottobre è al momento il mese più probabile per una correzione dei mercati azionari, o, come pensano alcuni osservatori, per un crash degli stessi. Con una probabile recessione dopo un aumento dei tassi di interesse in settembre a un debito crescente approvato dal Congresso, le prospettive per il mercato peggioreranno. Del resto, senza un incremento del debito prima della fine di settembre, il governo degli Stati Uniti non potrebbe far fronte alle proprie obbligazioni. E questo potrebbe essere un problema molto serio.

C’è, in ogni caso, un alto fattore da tenere in considerazione. Dopo la grande recessione del 2008, le banche centrali sono intervenute sul mercato in modo massiccio. La Banca del Giappone ha fatto da salvagente al mercato di Tokyo e la Banca Popolare Cinese hanno assicurato altrettanto stabilità al mercato interno quando lo ha ritenuto necessario. La Banca Centrale Europea ha incrementato vistosamente il suo bilancio, sorpassando perfino i valori di bilancio della FED. Tale escalation di interventi da parte delle banche centrali ha creato una nuova situazione che può sfociare in molte sorprese nei confronti di asset manager anche esperti. Essi stanno giocando d’azzardo sulla FED, sulla BCE e sulla BOJ.

Un crash del mercato azionario diventa probabile dopo un recupero al rialzo così lungo e con i prezzi attuali esagerati delle azioni di Wall Street. Un problema è che le aziende hanno utilizzato lo ZIRP per prendere denaro a prestito allo scopo di finanziare riacquisti di azioni proprie, anziché investire in capitalizzazione e ricerca & sviluppo. Questo aiuta a capire il perché del rapporto Prezzo/Utili così elevato e la crescita così modesta. La cattiva allocazione dei capitali è una cosa seria.

Quando i mercati azionari cominciano a balbettare, gli investitori dovrebbero fare attenzione agli acquisti delle banche centrali e monitorare i momenti di picco o di minimo. Se le banche centrali non entrano sui mercati, le azioni scivoleranno di prezzo, in un quadro di accresciuta volatilità.

In questo caso, avremo avuto la prova che ciò che stiamo dicendo nelle nostre Newsletter è vero. Prendere profitto è meglio che prendersi perdite. Se le banche centrali interverranno per tenere alti i prezzi delle azioni, allora non ci sarà un crash su larga scala, ma solo sofferenza su alcune azioni.

La FED può anche provare a comprare azioni per evitare un crash, dal momento che le aziende statunitensi e i fondi pensione sono fortemente dipendenti dal mercato azionario. Molti fondi pensione sono sottocapitalizzati e una caduta dei prezzi azionari sarebbe catastrofico. La decisione della FED sui tassi di interesse sarà quindi cruciale. Attenzione al FOMC.

Walter Snyder, da Wally's Newsletter,
www.swissfinancialconsulting.ch


A cura della redazione di TRADERS’ Magazine

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